“Scetate Partenope” questo weekend in scena al Piccolo Teatro CTS di Caserta

Deborah Di Francesco in Scetate Partenope
Deborah Di Francesco in Scetate Partenope
GIORDANI
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Il Piccolo Teatro CTS di Caserta si prepara ad aprire le porte allo spettacolo “Scetate Partenope”, previsto per sabato 17 febbraio ore 21 e domenica 18 febbraio ore 19, una produzione “La Nuova Comune”. Disegno luci: M. Prato, A. Di Lorenzo.

Costumi e Scenografia: Stefania Romagna Assistenti: V. Coppola,  G.L. Signorile. Da un’idea di D. Di Francesco e A. Giordano. Uno spettacolo di e con Marco Gregorio Pulieri.

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Un viaggio onirico che vede Partenope svegliarsi ogni volta in un mito diverso, sollecitata dal giovane cantastorie Cimone che, come dice egli stesso, “si diverte a farla rivivere”, accompagnandola tra musica e silenzi, parole e sguardi, giochi allegri e profonde sospensioni, risate e pianti, ironia e sorte, sacro e profano, burle e dolore, sangue e riconoscenza. Un viaggio, questo, che Partenope fa dentro di sé.

Un racconto di ironico e rabbioso affetto fatto da Napoli a Napoli stessa. La scena finale vedrà Napoli con gli occhi di Partenope che si aprono per davvero e che ne osservano lo scempio e la bellezza pulsante, di quella vita che solo il mezzogiorno può sentirne i battiti.

E tu? E noi? Noi potremmo anche decidere di non perdonarla, ma MAI di dimenticarla. Sta al pubblico decidere come andrà a finire. E…sappiate che nulla è come sembra! “SCETATE!” “SVEGLIATI.”

Queste le note registiche: Mi piace pensare all’accostamento delle discese di Posillipo come agli aspetti contrastanti che caratterizzano l’ambivalenza di Napoli. Quella stessa ambivalenza che mi ha portato e che mi porta tuttora ad amarla e a odiarla. La scelta di usare uno stile diverso per ogni mito, parte proprio dall’esigenza di voler raccontare questo dualismo che Partenope ha in sé: un’eterna lotta tra luci e ombre, tra grigio e sereno, tra “ammuina” e  silenzi. Una visione prismatica, quella di Napoli, che spesso viene accusata o elogiata di essere “troppo”. Un troppo che storpia e del quale talvolta non si riesce a fare a meno. Un dentro e fuori le mura di un palco. Non so se Napoli continuerà a svegliarsi, ma so che per noi il potere di questa decisione va agli esseri umani e quindi al pubblico che avrà modo di divertirsi e di riflettere allo stesso tempo. Partenope non può farcela da sola. Saranno gli spettatori a decidere come andrà. SCETATEVI!”

Per info e prenotazioni
349 132 5497
342 752 9196