Scontro tra i sindacati e il direttore della Reggia Felicori: proclamato lo stato di agitazione

Caserta – E’ scontro tra buona parte dei dipendenti della Reggia di Caserta e il direttore del monumento vanvitelliano Mauro Felicori. Nelle scorse ore infatti le 6 sigle sindacali CGIL, UIL, Confintesa, FLP, USB e UNSA hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, preludio ad un possibile sciopero che arriverà se la situazione non verrà risolta nei prossimi giorni, o al massimo settimane. Non ha firmato il documento invece la CISL.

Alla base delle incomprensioni e del malcontento dei dipendenti, come si legge nel documento che riportiamo in basso, la mancanza di dialogo tra le parti e la poca attenzione rivolta all’organizzazione e alla gestione del personale e alla tutela del monumento, sacrificate secondo gli scriventi per dare sempre più importanza ai “numeri”, riguardanti in particolare l’aumento dei visitatori che accedono al bene protetto dall’Unesco. Esistono poi altri elementi di tensione tra cui la richiesta da parte dei lavoratori di procedere ad una riorganizzazione dell’area della vigilanza e alla nomina di nuovi responsabili.

Ecco il testo del documento sottoscritto dai sindacati: “Fin dal momento del suo insediamento (il direttore Mauro Felicori) ha trovato sempre la disponibilità delle organizzazioni sindacali aziendali, Rsu e degli organismi sindacali territoriali ad una responsabile collaborazione per il miglioramento dei servizi connessi alla Reggia. Con una gestione lontana da criteri dettati dal C.C.I.M., si è soffermato principalmente sui dati di incremento dei visitatori tralasciando l’organizzazione e la gestione del personale, gli eventi e la tutela del monumento alla più totale solitudine, senza mezzi e capacità professionali richieste per tali compiti.

Queste problematiche sono iniziate inevitabilmente ad emergere in maniera drammatica in questi mesi. Queste organizzazioni sindacali vengono convocate, ormai, solo ed esclusivamente per informative unilaterali, senza alcuna possibilità di poter contribuire con proposte concordate, che migliorerebbero sicuramente la gestione dell’intero complesso vanvitelliano.

Una” larghissima” parte di articolato riguardante la contrattazione collettiva (quindi non solo informativa) individuata dall’art.4 lettera C del C.C.I.M. (Contratto Collettivo Integrativo Ministeriale, ndr) in vigore, viene da due anni completamente disattesa. Basti pensare alle ultime quattro contrattazioni (in una erano presenti anche i vertici nazionali delle OO. SS), di cui ad oggi non si sono avuti neppure i verbali, che sono rimaste “lettera morta” rispetto alle richieste formulate dalle scriventi.

Ci riferiamo:

alla riorganizzazione dell’area della vigilanza, per la quale avevamo richiesto unitariamente di procedere alla rotazione del responsabile, per una più efficace gestione delle risorse umane e per comportamenti marcatamente antisindacali e vessatori perpetrati nei confronti del personale dell’area stessa;

alla rimodulazione del coordinamento della vigilanza, procedendo anche in questo caso alla sostituzione di coloro che da anni stanno svolgendo tale ruolo con nuovi coordinatori;

alla necessità di stabilire univocamente un tempo di durata in carica dei coordinatori, al fine di scongiurare “rendite di posizione” e la negazione dei diritti agli aspiranti colleghi.

Tali azioni sono pregiudiziali per poter riattivare le relazioni sindacali che ci accingiamo a sospendere”.