Scuola senza voti, sperimentazione in un liceo di Roma

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Al Liceo Morgagni di Roma da ormai 7 anni si sta sperimentando una nuova modalità di giudizio: verifiche e interrogazioni non vengono più valutate con un giudizio numerico. I docenti, attraverso metodologie innovative, cooperative learning, lavoro di gruppo e tutoring, coinvolgono gli studenti in attività altamente formative che stimolano entusiasmo e curiosità.

Tutto inizia quando un docente di matematica e fisica chiede alla classe una relazione sull’esperienza svolta durante un’uscita didattica al Museo della scienza. Di fronte alle osservazioni di una studentessa delusa dall’ennesima richiesta di una prova da valutare numericamente, il professore Enzo Arte inizia ad elaborare l’idea di una scuola “senza voti” che libera i ragazzi da uno stato di costante ansia e da una competizione spesso nociva.

Il progetto, dopo lo scetticismo iniziale da parte della componente insegnanti e genitori, parte sette anni fa con il coinvolgimento prima di una sola classe e poi di un’intera sezione. Tale sperimentazione, oggetto di studio e di monitoraggio del corso di Pedagogia sperimentale della Sapienza, ha consentito già a due classi di chiudere con risultati brillanti il ciclo di studi, sviluppando le cosiddette competenze trasversali necessarie per l’iter universitario e per il mondo del lavoro.

Gianluca Petrassi, ex-studente ora iscritto alla facoltà di Economia e Commercio, mette in luce come questa esperienza sia stata fondamentale per la sua crescita, permettendogli di vivere la scuola con maggiore serenità, di dedicarsi allo sport agonistico e al conseguimento di certificazioni linguistiche importanti e utili per accedere anche a prestigiose facoltà universitarie.

Le verifiche sia orali che scritte rimangono, ma vengono valutate con semplici osservazioni e consigli da parte dei docenti, sempre impegnati a supportare e guidare i ragazzi verso una formazione globale. Le uniche valutazioni numeriche utilizzate, quelle previste dalla normativa a fine quadrimestre, sono concordate tra alunni e professori, e sono il frutto di un dialogo costruttivo e costante.

Il progetto si rivela dunque fortemente funzionale, pronto ad essere utilizzato in altri istituzioni scolastiche aperte ad una diversa concezione dei concetti di merito, valore e giudizio.