Il segretario del SAPPE, Sindacato della Polizia Penitenziaria, in visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere

Condotta idrica al carcere di Santa Maria Capua Vetere: collegamento alla città dopo 25 anni

Proseguono in Campania le visite ai posti di lavoro del Personale di Polizia in servizio nelle carceri regionali. Dopo le due carceri napoletane di Poggioreale e Secondigliano, oggi Donato Capece, segretario generale del SAPPE, a capo di una delegazione di dirigenti sindacali campani, è stato nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Spiega Capece: “Nel carcere di S.Maria Capua Vetere si respira la tensione tra detenuti e personale di Polizia Penitenziaria: i noti fatti di cronaca caratterizzano il rapporto anche dal punto di vista operativo, da un lato perché c’è un gruppetto di detenuti facinorosi che si pongo sempre con arroganza verso gli Agenti, dall’altro perché essendo stati sospese molte unità del carcere sono ora temporaneamente di supporto poliziotti che arrivano da altre sedi. Direttore e Comandante di Reparto favoriscono in ogni modo le condizioni per stemperare fin da subito ogni eventuale tensione, ma è significativa la carenza di Ispettori e Sovrintendenti che sono proprio l’anello di congiunzione tra Agenti e il Dirigente e ed hanno tra compiti e funzioni proprio quello di coordinare le varie relazioni interpersonali. Certo, mi lascia perplesso il fatto che il medico incaricato in carcere, che deve coordinare i vari specialisti, sia uno psicologo piuttosto che un medico sanitario..”.

Il leader del SAPPE, che rinnova ancora una volta piena fiducia nella Magistratura, ha parole di elogio per il Personale di Polizia penitenziaria in servizio: “Non è stato e non facile ripartire dopo quel che è successo: ma ho constato che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.

Il SAPPE rinnova la richiesta alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia ed ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di “individuare con celerità le risorse economiche e umane da assegnare al carcere di S.Maria Capua Vetere per consentire di riportare serenità in un ambiente che vive ogni giorno sul filo di lana. Anche prevedendo l’allontanamento, in altre sedi penitenziarie, di quel gruppetto di detenuti che non perdono occasione per alimentare – ‘a presindere’ tensioni e provocazioni contro gli Agenti”.