Come riconoscere un buon cappuccino: i consigli dell’esperto

Almeno due sono le caratteristiche fondamentali di un buon cappuccino: a) Deve essere buono, con latte riscaldato al punto giusto; b) bello da vedere, senza la presenza di bolle. Eh già: le bolle, proprio quelle, stanno ad indicare che il latte utilizzato era già stato scaldato la prima volta, oppure che si tratti di latte “montato” male, che ha inglobato molta più aria di quello che dovrebbe. Tra l’altro quest’ultimo effetto, il più frequente, spesso può causare disturbi al cliente, portandolo a cambiare locale e quindi non scegliere più il vostro.

Perché quindi pagare lo stesso prezzo di un cappuccino fatto bene quanto quello di uno scadente? Da diversi anni in Italia la qualità dei baristi e del loro lavoro è aumentata. Sono nate diverse associazioni ed entità che si occupano della cultura del caffè e della caffetteria, tutte valide e variegate.

In Campania da anni è attiva AIBM Project che con il suo docente esperto Domenico Buondonno tiene incontri gratuiti sia per i docenti negli Istituti di Enogastronomia, sia per gli stessi studenti, nell’ambito di un progetto nazionale partito dalla Liguria e diffusosi in tutta Italia. Proprio in Campania per rafforzare la qualità si è deciso di partire dal basso: ossia dai futuri clienti, dagli studenti di quelli che un tempo si chiamavano “istituti alberghieri”. Qui nel primo biennio si studia anche caffetteria e diversi docenti hanno organizzato delle vere e proprie competizioni di caffetteria, in particolare con il cappuccino.