Separazioni e divorzi: attività ispettiva della Guardia di Finanza nel processo di famiglia

Cosa dispone la legge sull'affidamento condiviso in materia di indagini di polizia tributaria

Controlli Guardia di Finanza
Immagine di repertorio
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Proseguendo nel discorso relativo alle tematiche processuali inerenti al diritto di famiglia in questo articolo mi piace esaminare quanto sancito dal nostro legislatore in merito all’attività istruttoria nelle cause di separazione e divorzio ed in particolare sugli accertamenti  della Guardia di Finanza.

In caso di contestazioni sulle dichiarazioni dei redditi presentate o sulla documentazione prodotta afferente ai redditi ed al patrimonio personale e comune il Tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria”. Questo è quanto sancito dalla legge 898/1970, come modificata dalla Legge 74/1987 che mette in evidenza l’eccezionalità e residualità di tale intervento dei militari della Guardia di Finanza a fronte delle procedure processuali dei mezzi di prova previsti che mirano ad acquisire le notizie necessarie per le decisioni soprattutto inerenti la determinazione dell’assegno di mantenimento sia nelle separazioni che divorzile.

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In deroga alle regole generali sull’onere della prova che prevede che sono i coniugi ad essere tenuti a produrre i documenti relativi ai redditi ed alle sostanze, il Tribunale, in caso di contestazioni, deve disporre indagini più approfondite, accertamenti d’ufficio, avvalendosi anche della polizia tributaria.

L’art. 187 cod. proc. civ., affida al giudice la facoltà di ammettere i mezzi di prova proposti dalle parti e di ordinare gli altri che può disporre d’ufficio, previa valutazione della loro rilevanza e concludenza.

In applicazione di quanto statuito dalla legge sul divorzio la “contestazione” della veridicità delle affermazioni rese dall’altro coniuge sulla propria situazione reddituale e patrimoniale è condizione necessaria ma non sufficiente a far scattare il potere del Giudice di disporre indagini alla polizia tributaria.

Le indagini di polizia tributaria nell’ambito della legge sull’affidamento condiviso (legge 54/2006) richiede la sola insufficienza della medesima documentazione rispetto alle informazioni fornite dagli stessi genitori non richiedendo necessariamente una “contestazione” della documentazione prodotta. La dichiarazione dei redditi prodotta dalle parti rappresenta un semplice elemento indiziario che investe la discrezionalità valutativa del giudice di merito che può non tenerne conto valutando invece altre risultanze probatorie, comprese le nozioni di comune esperienza e le presunzioni semplici.

Per cui la disciplina dettata dalla legge 54/2006, nonostante la diversa formulazione letterale rispetto alla legge sul divorzio essendo sparita l’eccezionalità dal testo della legge, impone al giudice di esercitare la propria attività nell’ambito della disponibilità delle prove e di graduare la propria ingerenza nella sfera privata secondo le circostanze richieste dal caso specifico.

Da ciò si deduce che non  esiste un vero e proprio “obbligo” di accertamento della situazione patrimoniale tramite la polizia tributaria e le indagini di polizia tributaria rimangono un mero mezzo istruttorio ed in quanto tale possono essere disposte solo qualora il Giudice lo ritenga rilevante, necessario per la decisione e non meramente defatigatorio.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco