Servizi essenziali assicurati in un condominio durante il periodo di pandemia

L’art. 1135, comma 2, c.c.: “L’amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.” Mentre al comma 3 ed ultimo comma prevede che: “L’assemblea può autorizzare l’amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato.” (aggiunto dall’art. 13, L. 11 dicembre 2012, n. 220, in vigore dal 17 giugno 2013).

I recenti decreti emessi dal Governo e pubblicati in Gazzetta Ufficiale contengono diverse norme che si riferiscono al condominio con tutte le conseguenze, in caso di mancato rispetto, di natura amministrativa e penale.

Spicca di maggior rilievo il divieto alle riunioni in luogo pubblico o privato dal quale ne consegue un automatico divieto ad effettuare riunioni condominiali che possono, però, rendersi necessarie in via straordinaria per lo scopo urgente di sanificare e quindi pulire e disinfettare in maniera eccezionale le parti comuni dell’immobile condominiale in virtù delle note esigenze causate dalla epidemia sorta per il Covid 19.

All’amministratore condominiale sono riconosciuti tutti i poteri per gli interventi immediati e urgenti con l’obiettivo di tutelare l’incolumità dei condomini.

La salute pubblica deve essere tutelata dagli interventi dell’amministratore che seppur nell’individualità dei condomini è responsabile, come un buon padre di famiglia, ed obbligato ad attuare tutti gli accorgimenti necessari per la sanificazione ed il contenimento dell’uso degli ascensori, provvedimenti urgenti che possono essere adottati dall’amministratore senza il coinvolgimento dell’assemblea di condominio.

Certamente il buon senso ed il senso civico dei condomini deve prevalere oltre al rispetto delle norme limitative e regolamentari dell’uso delle parti comuni stesse ma certamente il potere dell’amministratore aumenta in maniera autonoma in virtù dell’emergenza.

In molte occasioni sono avvenuti contagi tra persone che non avevano contatti diretti ma abitavano nello stesso condominio per cui le ditte che solitamente si occupano di pulire i condomini possono tranquillamente fare interventi di sanificazione purché utilizzino prodotti certificati che sono disponibili sul mercato.

Con il Dpcm del 22 marzo durante il periodo peggiore della pandemia sono assicurati tutti i servizi essenziali in condominio nonché sono garantiti tutti i fornitori che forniscono beni e servizi all’edificio imprese di pulizia e disinfestazione gli elettricisti e antennisti i servizi postali e attività di corriere, banche ed assicurazioni, le attività legali e contabili, i servizi connessi ai sistemi di vigilanza, le riparazioni sia a computer e periferiche le portinerie, ed ai telefoni ed altre apparecchiature per le comunicazioni restando sospese solo le attività di manutenzione delle imprese edili.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco