Settore spettacolo nel caos: proteste e ripartenze non omogenee

Settore spettacolo nel caos

Nonostante nella Conferenza Stampa di ieri, il Premier Draghi abbia annunciato riaperture dal 26 aprile per teatri e spettacoli, la realtà esecutiva è ben diversa.

Chi lavora nell’ambito dei live, sa che uno degli aspetti fondamentali è quello della “programmazione”: programmazione al momento non attuabile poiché la ripresa degli stessi è condizionata alle eventuali zone gialle; è facilmente immaginabile quindi, perché si allunga sempre più la lista di artisti che, preventivamente, hanno deciso di rinviare i loro tour previsti nei prossimi mesi  direttamente al 2022 (in tal senso hanno deciso nomi noti come Ligabue, Vasco Rossi, Ultimo, Cremonini, Max Pezzali).

Non va meglio per tutti coloro che lavorano dietro le quinte (facchini, montatori palchi, tecnici audio-luci, service etc.)e che oggi pomeriggio in Piazza del Popolo a Roma, daranno vita al secondo appuntamento di protesta (dopo quello di ottobre 2020 a Milano, da noi prontamente riportato)di “Bauli in piazza” (ricordiamo che i flight-case neri sono il simbolo per eccellenza di contenimento di attrezzature di scena).

Unico spiraglio di luce si intravede per i teatri ed i siti monumentali che hanno la possibilità di organizzare spettacoli all’aperto: in tal senso il Teatro San Carlo di Napoli, il quale abbandonerà la sua storica sede per ripartire dalla magica cornice di Piazza del Plebiscito e che ha già annunciato una fitta programmazione dal 25 giugno al 17 luglio; eventi all’aperto anche nel casertano nella Reggia di Caserta, nell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere e nella Reggia di Carditello.

Augurandoci che seguano a ruota anche altre realtà, nei prossimi mesi vi aggiorneremo sulla programmazione di questi eventi che daranno nuova luce al nostro territorio, d’altronde “la natura può allestire spettacoli straordinari. Il palcoscenico è immenso, le luci strabilianti, le comparse infinte ed il budget per gli effetti speciali illimitato”.