Sfreedo Caserta, il progetto di Michele Bellocchi nato per “salvare” il cibo dagli sprechi, chiude i battenti

"Ci abbiamo messo passione, ma non tutti hanno capito"

Pochi giorni fa, Michele Bellocchi,  fondatore del progetto Sfreedo a Caserta, ideato contro gli sprechi alimentari, dopo un quinquennio di attività sul territorio in cui ha pressoché rivoluzionato il mercato delle offerte alimentari al ribasso e non solo, ha annunciato la chiusura dell’attività, tra il rammarico generale.

Non bastano una buona idea e migliaia di persone che facciano il tifo – scrive Bellocchi sulla pagina Facebook della community Sfreedo – il pesce puzza dalla testa e non è colpa dei casertani, del sud o della crisi se Sfreedo ha abbassato la sarscinesca, ma solo mia che ne sono stato il promotore. Ho visto sicuramente bene alcune cose, ma ne ho viste male tantissime altre.

Diciamo che insieme a circa 10 mila persone abbiamo dimostrato che esiste una Caserta diversa da quella a cui ci hanno abituati i “gomorristi”.

Io volevo salvare il cibo dallo spreco e quel che ne è venuto fuori è una folla impressionante di persone speciali che accorreva entusiasta alle cene Sfreedo, servivano ai tavoli e sparecchiavano. Tutti, nessuno escluso, a voler dimostrare che sono altre le cose di cui nella vita ci si dovrebbe vergognare.

Abbiamo rivoltato lo status quo come un calzino. Muoiono le offerte, ma non gli Sfreeders”.

E gli Sfreeders quasi non riescono ad accettare quello che può sembrare il fallimento di una iniziativa che in definitiva ha portato una vera rivoluzione, aiutando tantissime persone.

Così, un affezionato sfreeder, Giuseppe D’Alterio segnala con vero dispiacere la fine di questo viaggio, spiegando al contempo in cosa consisteva Sfreedo e quanto era diventato utile e importante per molte persone :

Il servizio oggi chiude dopo un percorso durato 4 anni che in tanti (ma non abbastanza, evidentemente) abbiamo seguito e apprezzato.

Un’idea contro lo spreco alimentare che metteva d’accordo tutti facendo risparmiare.

Gli esercenti potevano vendere i loro prodotti avanzati che invece avrebbero buttato invenduti, risparmiando una perdita secca.
I consumatori potevano acquistare prodotti freschi e ottimi, risparmiando considerevolmente sul prezzo iniziale.
Si evitava in questo modo virtuoso uno spreco e tutti ne guadagnavano.
Gli esercenti potevano guadagnare nuovi e affezionati clienti e i consumatori guadagnavano sicuri e affidabili negozianti.

Tutto questo oggi si è fermato perché evidentemente questa idea, per quanto valida, non ha avuto la forza di affermarsi come meriterebbe.

Mi piacerebbe che Michele Bellocchi ci ripensasse e che tutti noi della community lo aiutassimo a trovare nuovi spunti e idee per rilanciare Sfreedo e non farlo morire”.

E sinceramente piacerebbe anche a noi.

 

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