Quando si cambia il motorino d’avviamento?

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Gli starter non sono tutti uguali. Ce ne sono elettrici (la maggior parte), ma anche idraulici o pneumatici. Questi ultimi di solito si trovano su alcuni motori speciali a gasolio e forniscono un avviamento più rapido e immediato, mentre i modelli idraulici si usano nei motori marini e nelle attrezzature di pompaggio in acqua.

Perché si cambia lo starter

Lo starter può rompersi per un utilizzo scorretto, ad esempio se si tenta troppe volte di avviare il motore quando la batteria non ha carica sufficiente. Oppure si può bruciare per uno sbalzo elettrico o rompersi per un danno meccanico, o semplicemente arrivare a fine servizio.

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Se usato correttamente, uno starter di qualità può durare sui cinque o sei anni, ma naturalmente incide molto la frequenza con cui lo si utilizza. Ad esempio, se si usa la macchina solo nel fine settimana per viaggi lunghi, si tratta di un utilizzo moderato e il motorino durerà molto a lungo.

Se invece si usa la macchina ogni giorno per più viaggi, ad esempio per fare il pendolare in ufficio, tornare a casa, andare a fare la spesa e tanti altri viaggi brevi, il consumo dello starter si fa pesante e il rischio di usura aumenta. Alcuni danni si possono riparare, ma in genere è meglio farsi fare un preventivo per evitare che il costo della riparazione non superi quello di un buon prodotto nuovo.

Prima di sostituire il motorino di avviamento, bisogna verificare qual è stata la causa che l’ha fatto rompere, il tipo di guasto. Se si tratta di collegamenti difettosi, di un relè rigido o difettoso, oppure di un ingranaggio danneggiato, bisogna sostituire i pezzi difettosi prima di montare il motorino nuovo.

Foto tratta dal sito web euautopezzi.it
Foto tratta dal sito web euautopezzi.it

 

Come scegliere il motorino di avviamento

Gli starter presenti nello stesso tipo di macchina non sono sempre gli stessi. Del resto, i produttori automobilistici si riforniscono da aziende come Bosch, Denso, Hitachi, Marelli, Valeo e altre, che aggiornano costantemente i propri modelli. Con il pezzo smontato si può risalire alla scheda tecnica e trovare un modello compatibile, altrimenti ci sono parametri da controllare.

Senza un numero di telaio o un codice parte (OEM), una prima selezione tra i modelli disponibili si può fare con: il numero di fori di montaggio e la distanza che li separa; il diametro della parte rotonda (“naso”) che circonda il pignone collegato alla corona del motore; la quantità di denti sul pignone.

L’ideale è fare riferimento alla concessionaria o a un’officina convenzionata, in modo che l’indicazione del ricambio e la sostituzione stessa possano essere coperte da garanzia di compatibilità e non ci siano problemi di alcun tipo dopo l’intervento.