Come si legge una poesia? Risponde la poetessa Christine Dimt

Christine Dimt
Christine Dimt

Un uomo che legge ne vale due (Valentino Bompiani, scrittore, drammaturgo ed editore)

L’UNESCO, questa importante istituzione mondiale che ha permesso alla cultura di esprimersi in tutti i suoi aspetti, ha creato nel lontano 1996 la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, che si celebra oggi. Ma perché proprio il 23? Innanzitutto perché è il giorno di San Giorgio, patrono di Barcellona, capitale legata a questa giornata, come spiegherò tra breve; in più, i lettori esperti lo sanno sicuramente, questa data è legata a numerose personalità letterarie, per dirne solo due William Shakespeare e Miguel Cervantes, padre del famoso Don Chisciotte.

La Giornata si celebra in Catalogna, perché essa fu già pensata agli inizi degli anni ’20 in Spagna dallo scrittore Vincent Clavel Andrés, entusiasticamente accettata dal re Alfonso XIII. Da allora è prassi ogni anno inondare le città ispaniche e mondiali di libri: anche se quest’anno sarà organizzata in modo diverso, è sempre possibile regalare un bel testo da leggere.

Christine Dimt, quando l’amore per i libri diventa un lavoro

Christine Dimt (il vero nome della scrittrice austriaca che per anni usò lo pseudonimo di Christine Busta), poetessa pluripremiata, nacque il 23 aprile del 1915, figlia di una ragazza madre. Sin da giovanissima ha aiutato la mamma in difficoltà economica, dedicandosi all’insegnamento, alla radio, alla scrittura e lavorando anche come bibliotecaria grazie alla sua passione per i libri. Le sue prime sillogi Jahr um Jahr (Di anno in anno, 1950) e Der Regenbaym (L’albero della pioggia, 1951), sono ermetiche.

Le opere successive, intitolate Lampe und Delphin (La lampada e il destino, 1955) e Die Scheune der Vӧgel (Il granaio degli uccelli, 1958), analizzano la realtà contemporanea; gli orrori della guerra, la perdita dell’amato marito nella spedizione tedesca in Russia, la capacità di rialzarsi e collaborare come esperta di lingua inglese con l’esercito statunitense, sono state esperienze che le hanno fatto porre degli interrogativi: l’uomo esiste per essere corresponsabile delle tragedie che infligge? Come può ovviare ai suoi errori? Semplificando, la Dimt reputa che il dare la vita, il rinascere dopo le tragedie provocate o subite e la religione possono dare veramente la redenzione all’uomo che ha peccato compiendo il male.

Anche il lavoro secondo Christine è fondamentale per la dignità delle persone, come esplica in Salzgärten (Saline, 1975). Un altro ambito tematico molto importante per la poetessa è lo studio poetico sulla lingua: la comunicazione in versi è intesa infatti come mezzo essenziale per arrivare dovunque, trattare ogni aspetto della realtà e cambiare anche il pensiero dei lettori. La religione è trattata invece in Unterwegs zu älteren Feuern (Il cammino verso antichi fuochi, 1965), in cui la passione per il politeismo pagano greco-romano convive con l’amore per il Credo cristiano. Interessanti sono anche i versi sulla natura, nei suoi vari aspetti floreali e faunistici. Alcuni poeti menzionati nelle opere sono Shakespeare, Paul Celan, ebraico rumeno Rainer Maria Rilke, l’espressionista George Trakl e Joseph Weinheber. Infine, traspare il suo amore per i bambini, richiamato moltissimo nella sua produzione, nei libri per l’infanzia e nel Christine-Busta-Park a Vienna, un’area gioco tutta per loro!

Come si legge una poesia?

La nostra rubrica è molto seguita, come dimostrano i numerosi giudizi positivi, testimonianza che la poesia come genere letterario attrae ancora molto i lettori. Allora come la si legge? A rispondere sono i bellissimi versi qui riportati, tratti dal sito Poetarum Silva con annessa traduzione di Anna Maria Curci, insegnante, poetessa, critica letteraria e traduttrice:

Muttersprache

Nicht, was die Mutter sagt,
beruhigt und tröstet die Kinder.
Sie verstehen´s zunächst noch gar nicht.Wie sie es sagt,
5 der Tonfall, der Rhythmus,
die Monotonie der Liebe
in den wechselnden Lauten
öffnet die Sinne dem Sinn der Worte,
bringt uns ein in die Muttersprache.
Ein Gleiches
10 geschieht auch
im Gedicht.

Lingua materna

Non è ciò che la madre dice
a calmare e a consolare i figli.
All’inizio loro non capiscono proprio. È come lo dice,
la cadenza, il ritmo,
la monotonia dell’amore
nei suoni che cambiano
a schiudere i sensi al senso delle parole,
a farci addentrare nella lingua materna. La stessa cosa
accade anche
nella poesia.

Come è esplicato in questo splendido componimento, quando ci approcciamo ad una poesia inizialmente o non sembra di capirla (nel testo tedesco Sie verstehen´s zunächst noch gar nicht, all’inizio loro non capiscono proprio v. 3). o al contrario si ha l’impressione di comprenderla subito. Invece non è così semplice. Il poeta, infatti, sa bene che essa ha diversi livelli, come ci ha spiegato Dante Alighieri: uno semplice, legato alle parole, detto letterale; uno allegorico, un lemma può avere un significato che ne richiama altri, (rievocato nel testo die Sinne dem Sinn der Worte, il senso dei sensi delle parole v. 8); uno morale, la poesia deve educare attraverso i versi; uno anagogico o sovrasensoriale, quello che si nasconde dietro i termini.

La bellissima similitudine della maternità (Mutter, la madre v. 1), elemento molto amato dalla nostra poetessa, ci fa comprendere anche un altro aspetto, quello emotivo. Esso, infatti, serve a rilassare e consolare i lettori (beruhigt und tröstet calmare e confortare v. 2), visti dalla Dimt come figli, sempre frastornati tra gioia e dolori, alti e bassi, vittorie e sconfitte. Allora come la si deve leggere per arrivare ai nostri cuori? Piano, parola per parola ed in seguito intera, con cadenza (der Tonfall, v. 5) e ritmo (der Rhytmus v. 5), quasi come si stesse recitando un salmo interiorizzato, scrutando infine il significato profondo ed i suoni presenti (Lauten v. 7). Esercitiamoci così quando leggiamo un bel libro di poesia e forse solo allora riusciremo a comprendere il senso nascosto di ogni cosa.