Sicurezza ambientale, l’Angam lancia un nuovo patto territoriale a Caserta

“Sicurezza ambientale dei territori” è il titolo del V Convegno annuale ANGAM che quest’anno si propone di lanciare “un nuovo patto territoriale per l’ambiente verso un’economia circolare e sostenibile”. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’Albo nazionale gestori ambientali, a dimostrazione della fattiva collaborazione tra la nostra Associazione e le istituzioni a tutti i livelli.

Oggi parlare di rifiuti in Italia significa parlare di una vera emergenza nazionale, senza il timore di scadere nell’allarmismo. Il ciclo ambientale è al centro di una ritrovata sensibilità sociale che ne aggrava il carattere d’urgenza. Gli attori in gioco sono molti e questo contribuisce a elevare il livello di complessità. Prima di tutto ci sono i cittadini, danneggiati da una tassazione crescente che troppo spesso non corrisponde a un livello adeguato del servizio di raccolta e smaltimento. Agli utenti si affiancano le imprese coinvolte a vario titolo nel ciclo ambientale, esasperate da una complessità normativa e burocratica ai limiti del vessatorio. Infine la politica e le Istituzioni, ormai divise su livelli di governance differenti che manifestano idee opposte sulle strategie da perseguire e le priorità di cui occuparsi.

Il nostro Paese smaltisce ancora in discarica il 23% dei rifiuti urbani prodotti e se si guarda ai rifiuti speciali la situazione non migliora: +7,9.

Lo scenario è aggravato da fenomeni preoccupanti come i roghi di rifiuti che non hanno più a che fare con la sola “Terra dei fuochi”. Basti pensare all’incendio scoppiato in un impianto di trattamento nel quartiere salario della Capitale a dicembre 2018 che ha acceso moltissime polemiche e dibatti.

Senza dimenticare i termovalorizzatori. Un tema che nella passata Legislatura divideva su fronti opposti il Governo centrale e le Regioni ma che oggi, invece, contrappone le due componenti dell’Esecutivo. Infine la mancata emanazione dei decreti “End of Waste”, in applicazione di un Codice Ambientale che ha ormai 13 anni, richiesti da tutta la filiera della green economy e arrivati a un livello di ritardo imbarazzante.

 Alla luce di questo scenario ANGAM pone 8 idee semplici,

di immediata applicazione e cruciali per la rinascita ambientale dell’Italia.

Ne parleremo il 6 aprile a Caserta durante il Convegno annuale ANGAM.

Il programma in allegato.

 Le proposte di ANGAM

  1. incrementare la differenziata puntando a una raccolta “di qualità”;
  2. incentivare il trasferimento tecnologico innovativo alle aziende operanti nel comparto ambientale (relativamente a tutti i settori: rifiuti, bonifiche, etc);
  3. sostenere il revamping dei termovalorizzatori/inceneritori esistenti al fine di adeguarli a nuovi criteri di efficacia ed efficienza ambientale;
  4. realizzare impianti di compostaggio/trattamento dell’umido per chiudere la filiera del ciclo dei rifiuti;
  5. istituire un tavolo tecnico istituzionale di concertazione ambientale permanente presso il ministero dell’Ambiente;
  6. promuovere azioni di sviluppo del mercato del “green public procurement” attraverso la diffusione della conoscenza delle possibilità aperte dal nuovo Codice degli appalti;
  7. realizzare nuove politiche finanziarie e fiscali in direzione “green” (ad esempio per lo sviluppo dei mercati dei prodotti riutilizzati e dei materiali riciclati) anche attraverso l’eliminazione degli incentivi vigenti per prodotti a elevato impatto ambientale;
  8. accelerare la regolamentazione della cessazione della qualifica dei rifiuti (end of waste) per facilitare lo sbocco di nuovi mercati delle materie prime seconde e dei prodotti da riciclo nell’ambito della circular economy.