Solidarietà degli allevatori al collega ricoverato per un malore. Pronti per una nuova mobilitazione

GIORDANI
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Gianni Fabbris, in mattinata si è recato al Pronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli per portare la solidarietà del movimento degli allevatori alla famiglia di giovani colleghi in ansia per il padre ricoverato e operato d’urgenza nella giornata di ieri e per accertarsi della situazione.

Lo stato di salute del ricoverato è grave: è in terapia intensiva in prognosi riservata dopo che nella mattinata di ieri è stato colpito da un forte malore. Erano giorni che l’anziano allevatore (una vita spesa fra la stalla e la famiglia) era in uno stato di profonda sofferenza nervosa ed emotiva. Non riusciva a darsi pace della prospettiva di vedere completamente abbattuta tutta la mandria. Prospettiva più che verosimile dal momento che dalla fine di ottobre ed oggi dei 390 animali in allevamento aveva visto abbattere circa 200 ed altri dieci li ha visti morire da giovani appena nati dopo che le madri erano state macellate e non erano riusciti ad alimentarsi artificialmente.

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Non si dava pace ed aveva fasi di profonda depressione se pur circondato dall’affetto della sua famiglia e dei suoi figli allevatori anche loro che non lo lasciavano solo un minuto. E’ stato per questo che uno dei figli ha potuto capire subito il malore che stava colpendo il genitore ed ha potuto chiamare l’ambulanza che è intervenuta con grande celerità, consentendo ai medici di intervenire con un intervento chirurgico di urgenza che, al momento, ha scongiurato il peggio, Ci auguriamo che i medici possano sciogliere la prognosi nelle prossime ore ma, nel frattempo, ci stringiamo attorno alla famiglia assicurando loro ogni sostegno fosse necessario.

“Torneremo presto su questa vicenda come sulle tante altre che si stanno consumando in questi mesi in cui va in scena la tr5agedia del fallimento della strategia di eradicazione della regione Campania – ha sostenuto Gianni Fabbris – avevamo già deciso, di ritorno dall’evento di Bruxelles, dove abbiamo denunciato la totale incapacità del Piano della Regione non solo di prevenire e contenere la BRC e la TBC ma, anche, di individuare con certezza i casi realmente positivi alla malattia.

A Bruxelles lo abbiamo detto chiaro: i cosiddetti esperti della Regione Campania stanno mettendo in campo una strategia fallimentare disattendendo e violando le procedure e le norme comunitarie. Il primo effetto di questa loro strategia è l’abbattimento di un numero incredibile di animali poi risultati negativi alle analisi post-mortem e il secondo è, conseguentemente, il mancato raggiungimento degli obiettivi minimamente accettabili di un piano di contenimento ed eradicazione della zoonosi.

Non ci stupirebbe se gli animali che l’allevatore ha visto portare al macello siano in realtà negativi esattamente come lo è stato finora il 98,6% di quelli macellati per volere dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno e dalla Regione Campania. Abbiamo chiesto alle istituzioni regionali, nazionali e comunitarie di assumere la propria responsabilità e di togliere il Piano dalle mani irresponsabili di chi sta fallendo. Abbiamo finora avuto e dimostrato pazienza ma ora è chiaro che la situazione sta tracimando Ora non si può più prendere in giro una comunità.”

Il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino ha convocato per martedì 20 dicembre presso la NCO a Casal di Principe l’Assemblea degli allevatori. All’ordine del giorno le modalità di una manifestazione a ridosso di Natale con una sola parola d’ordine: “A casa chi ha fallito!“.

Il movimento torna in strada più forte, determinato e organizzato da queste settimane di lavoro, sperando che nel frattempo, l’allevatore ricoverato possa uscire dal pericolo e tornare ai suoi cari e sperando che chi ha la responsabilità di dover dare risposte abbia il pudore di capire che deve fermarsi.