Solo 5 istituti superiori del casertano hanno l’agibilità complessiva: la situazione resta difficile

Provincia di Caserta – E’ trascorso oltre un anno dal momento in cui la crisi finanziaria dell’ente Provincia di Caserta entrò nella sua fase più nera: era il maggio del 2017 e oltre alle varie problematiche, tra cui le pessime condizioni delle strade, ad essere messi a rischio furono il futuro dei dipendenti della Provincia e soprattutto il diritto allo studio dei tanti alunni casertani. La Provincia non era in grado di provvedere alla manutenzione (che pure era ed è ancora oggi di sua competenza) degli istituti superiori e così diverse scuole chiusero i battenti. Come si ricorderà l’allora presidente facente funzioni Silvio Lavornia, data la situazione drammatica delle casse dell’Ente, minacciò di chiudere tutte le scuole impedendo così lo svolgimento degli imminenti esami di stato. Ipotesi che per fortuna venne poi scongiurata.

Tredici mesi dopo Lavornia è stato sostituito da Giorgio Magliocca ma la situazione delle scuole, pur essendo leggermente migliorata, è ancora ben lontana dal poter garantire agli studenti le tutele che meriterebbero per legge. Gli istituti chiusi, pur non in perfette condizioni, sono stati riaperti ad eccezione dello storico “Buonarroti” di Caserta, che per problemi strutturali ancora in via di risoluzione è stato sequestrato dalla magistratura ed è rimasto chiuso per tutto l’anno scolastico costringendo i ragazzi a fastidiosi doppi turni.

I gravi problemi che attanagliano gli istituti di Terra di Lavoro riguardano i sistemi antincendio, le normative antisismiche e in generale la sicurezza. Il neo presidente Magliocca si è impegnato molto su questo delicato tema istituendo a inizio 2018 un tavolo tecnico permanente del quale fanno parte rappresentanti dei genitori, studenti, dirigenti scolastici, esponenti dei sindacati, l’Ufficio Scolastico Regionale e quello Provinciale. I risultati però stentano ad arrivare come dimostra questo dato piuttosto allarmante: solo 5 istituti superiori su 85 godono dell’agibilità complessiva.

L’unico problema che è stato affrontato e risolto quasi completamente è stato quello relativo alla messa in sicurezza degli impianti elettrici: decisivo in questo senso il contributo della Regione Campania, che ha destinato i fondi alle scuole a rischio. Per il resto tra il maggio 2017 e il maggio 2018 solo 19 istituti si sono messi in regola per quanto riguarda le norme antincendio ed una ventina di dirigenti hanno presentato gli appositi progetti. Discorso ancora più complicato sulle norme antisismiche, dal momento che risultano essere in regola soltanto pochissimi edifici scolastici di recente costruzione.

Ed ecco spiegato il primato negativo: la dichiarazione di agibilità complessiva viene infatti rilasciata dal personale del Comune di riferimento dopo aver controllato che vengano rispettate le principali norme di sicurezza.