Spaccio di droga a Caserta, condanne dimezzate in Appello

La Corte di Appello di Napoli ha emesso la sentenza relativa al processo sullo spaccio di droga a Caserta ed ha completamente stravolto il quadro che si era delineato dopo le condanne in primo grado: le pene infatti sono state ridotte di oltre la metà ed uno degli imputati è stato prosciolto. Si tratta di Antonio Raniero, che in primo grado aveva ricevuto una condanna a sette anni.

Pene ridotte a 4 anni per Elio Formati (11 in primo grado), a un anno e sette mesi con pena sospesa per Pasquale Russo (6 anni in primo grado), a 2 anni per Francesco Villano (inizialmente erano 5) e a 2 anni per Luigi Iannicelli (in primo grado 4 anni e due mesi).

Gli sconti di pena sono dovuti al fatto che i giudici hanno ridimensionato l’accusa di associazione a delinquere. A difendere i 5, tutti di Caserta e provincia, gli avvocati Antonello Fabrocile e Peppe Foglia.

Nell’ambito dello stesso processo erano già stati condannati a 10 anni Carlo Ponticelli e Fabrizio Iucchitto. Secondo la ricostruzione della Procura il primo, un uomo di Caivano con diversi precedenti, cedeva abitualmente a Iucchitto cocaina ed hashish, sostanze che venivano poi smerciate a Caserta. A trasportare la droga era o lo stesso Ponticelli oppure alcuni corrieri che spesso ricorrevano all’utilizzo di mezzi diversi e addirittura in almeno un’occasione di un taxi per eludere i controlli.

Anche lo spaccio non era organizzato in maniera fissa per non destare sospetti. Dopo un breve contatto telefonico, uno dei membri della banda fissava un appuntamento con il cliente in un luogo pubblico comunicato “in codice” e poi lui o uno dei suoi complici si presentava sul posto per lo scambio.

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