Sparanise ricorda le 39 vittime dell’eccidio nazista del 1943

Sparanise ricorda le vittime dell'eccidio nazista
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Il secondo conflitto mondiale (1939-1945) trascinò nel suo immenso vortice l’Italia fascista di Mussolini riversando anche sulla popolazione civile le sue drammatiche conseguenze.

Le azioni di guerra investirono con la loro forza distruttiva anche paesi e città del territorio casertano. Era il 22 ottobre del 1943, quando 39 civili, vittime innocenti della furia nazista, persero la vita nel territorio di Sparanise.

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Snodo di importanza strategica, non solo per la presenza delle antiche vie consolari, Appia e Casilina, ma anche per i collegamenti ferroviari tra l’alto casertano ed il sud del Lazio, Sparanise era diventato un importante “centro di raccolta” di prigionieri, vittime dei rastrellamenti tedeschi nelle campagne adiacenti e nel territorio della vicina Francolise.

Il teatro di guerra non era più solo sul fronte, in trincea, ma si spostava nei centri abitati su cui si intensificarono in maniera rapida e violenta bombardamenti e azioni di rappresaglia tedesca. In questo contesto Sparanise si trovò a vivere una delle pagine più tragiche della sua storia: le truppe tedesche in ritirata trucidarono 39 civili, la cui unica colpa era quella di trovarsi lungo la strada che i soldati di Hitler percorrevano per raggiungere la linea Gustav.

Da allora, ogni 22 Ottobre, la città ricorda l’eccidio nazista con un corteo che percorre i luoghi della strage per deporre una corona ai caduti presso il monumento, dove sono riportati i nomi dei trentanove innocenti, vittime della follia umana.

Nel 1999 il Presidente della Repubblica conferì alla città la medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione: “Nel corso della seconda guerra mondiale, importante centro per la raccolta e la deportazione di prigionieri, veniva sottoposto ad indicibili sofferenze che culminavano nell’eccidio di cittadini barbaramente fucilati dalle truppe tedesche in ritirata. 1940 – 1945.”.

L’eco di quel triste evento, oggi più che mai, è un monito contro la violenza e l’illogicità di ogni guerra.  Gli ideali di libertà e di democrazia si alimentano solo attraverso le grandi lezioni della storia.