Spazio Donna , condizione femminile: le proposte dei Centri antiviolenza di Caserta ai candidati sindaco

immagine di repertorio
abitare
previous arrow
next arrow

La condizione delle donne nel nostro Paese ha visto negli ultimi anni un arretramento su aspetti fondamentali, dalle condizioni economiche e del lavoro fino al rischio di un progressivo sgretolamento sul piano dei diritti.

Se è innegabile che i grandi mutamenti in atto incidono pesantemente sulla vita delle persone e delle famiglie, è altrettanto vero che le conseguenze peggiori ricadono principalmente su noi donne.

Banner 02

Le donne si ritrovano sempre più schiacciate tra obblighi familiari e il ricatto della povertà e, dunque, condannate all’emarginazione e, troppo spesso, alla violenza.

Siamo ben consapevoli che non ci sono risposte semplici a questi problemi ma temiamo che si sia persa la volontà anche solo di immaginare cambiamenti possibili.

OTTO DONNE UCCISE IN DIECI GIORNI

In questo contesto, l’operato dei Centri Antiviolenza risulta fondamentale per offrire non solo sostegno e protezione alle vittime, ma sapere e competenza per mettere in campo strategie di prevenzione del fenomeno stesso.

Eppure come donne, attiviste ed operatrici di cav e case rifugio, non possiamo che registrare un vuoto istituzionale, una latitanza, che si è resa connivente con la violenza stessa.

Vogliamo un’amministrazione che si impegni ad abbattere le disuguaglianze e a valorizzare il potenziale di genere chiediamo, pertanto, Ai/alle candidati/e un impegno forte: attenzione ai bisogni delle persone, rispetto delle differenze, valorizzazione di tutte le risorse partendo dal sostegno alle donne, ai loro bisogni, alla loro partecipazione attiva, alle loro organizzazioni; diritti, politiche e servizi volti alla prevenzione e al contrasto alla violenza.

Chiediamo ai candidati sindaci Pio Del Gaudio, Carlo Marino, Ciro Guerriero, Romolo Vignola, Gianpiero Zinzi,  Raffaele Giovine e al resto dei candidati e candidate di Caserta di impegnarsi per:

• sostenere i percorsi di uscita dalla violenza con un pacchetto di azioni, iniziative e strumenti concreti per agevolare i percorsi di autonomia nei seguenti ambiti:
– lavoro, attraverso percorsi di inserimento protetto che tengano in considerazione il vissuto di violenza e le necessità della donna;

– alloggio, creando una corsia preferenziale per l’assegnazione degli alloggi popolari alle donne vittime di violenza che devono lasciare la casa familiare con i loro figli;
– genitorialità, sostenendo la conciliazione dei tempi del lavoro e della cura dei figli, agevolando l’accesso ai servizi comunali come asili nido, scuole dell’infanzia, ludoteche, doposcuola, centri estivi;
– salute, sostenendo attivamente le opportunità di accesso ai servizi socio-sanitari, con azioni volte al supporto del reddito e delle informazioni circa le modalità di accompagnamento;

• promuovere concretamente la Rete territoriale di contrasto alla violenza contro le donne e il ruolo cardine che il Centro antiviolenza ricopre in essa, in un’ottica multi-agenzia e valorizzando la multidisciplinarità delle competenze;
• coordinare le azioni dei settori e degli assessorati attraverso Convenzioni e Protocolli operativi e promuovendo iniziative anche per la formazione e la sensibilizzazione del personale amministrativo;

• una corretta rappresentazione di entrambi i sessi nelle candidature e nei ruoli apicali e decisionali;
• l’utilizzo di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere e inclusivo e non sessista.

• promuovere e finanziare sistematicamente, quale importante mezzo di contrasto alla violenza, attività di prevenzione nelle scuole con formazione sia di insegnanti che di studenti.

Stanche della retorica sulla violenza, stanche di essere invisibilizzate, stanche di contarci morte, chiediamo con forza che il contrasto alla Violenza maschile sulle donne diventi un impegno concreto per chi si candida ad assumersi la responsabilità del governo del territorio.