Black Tarantella presenta Spiritus Mundi, opere di M. Ciaramella e H. J. Runggaldier al Maschio Angioino

Spiritus Mundi

Nella Cappella Palatina del Maschio Angioino di Napoli è stata allestita la mostra “Spiritus Mundi” in cui sono esposte opere degli artisti Mario Ciaramella di Luzzano (BN) e Hermann Josef Runggaldier di Ortisei (BZ). L’evento è una produzione di  Black Tarantella, curata da Carla Travierso e Marco Izzolino, organizzata in collaborazione con Eleonora Di Maio, Assessora alla Cultura del Comune di Napoli e il Sindaco Luigi de Magistris.

“Siamo orgogliosi di aver allestito questa mostra – ha dichiarato Andrea Aragosa, General Manager di Black Tarantella – e speriamo che passi presto la bufera di questo momento per poterla  inaugurare e aprire a tutta la cittadinanza.”

“Spiritus Mundi – come ci illustra Marco Izzolino – nasce dall’idea di Andrea Aragosa di raccontare la ricchezza di questo Paese.  Questa ricchezza si può osservare da due punti di vista, uno di carattere generale e l’altro, un po’ più particolare, di raccontare questa ricchezza attraverso il lavoro di due artisti, uno che proviene dal Nord e l’altro dal Sud: Hermann Josef Runggaldier dall’Alto Adige e Mario Ciaramella dalla Valle Caudina. Il loro lavoro rappresenta una risposta contemporanea a quella produzione che va avanti attraverso un gioco di relazioni tra tradizione e innovazione.”


“Mettendo a confronto i due artisti – ha dichiarato Carla Travierso – ne è uscito un vero e proprio corto circuito perché Mario Ciaramella lo definisco un artista-poeta, proprio perché attraverso il suo lavoro ci racconta delle favole; il suo è un modo di farci avvicinare al suo opus. Invece Runggaldier è un artista che definisco filosofo, perché dietro il suo lavoro c’è una vera e propria regia esistenzialista. Ma c’è una cosa che accomuna questi due artisti ed è il rapporto dell’uomo con la natura.”

“Provengo da Ortisei – ha detto Hermann Josef Runggaldier – una valle ladina dell’Alto Adige dove c’è la tradizione della scultura del legno. Io ho sempre cercato di trovare altre vie, altre esperienze con altra materia: pietra, sasso, legno e bronzo. E’ interessante perché sono materiali che si possono lavorare in più maniere. La materia ti da altre possibilità di sviluppare altri lavori.”



Le motivazioni del mio lavoro – afferma Mario Ciaramella – partono da un bagaglio che si accumula nel tempo e che appartiene al vissuto che io ho avuto, quindi i segni che si trovano in questa mostra partono da un vissuto, partono da concetti specifici del mio mondo, poi si trasformano e diventano elementi creativi universali, ma sostanzialmente partono da un mondo circoscritto che è il mio mondo, che può essere quello di bambino, oppure delle esperienze fatte durante la mia formazione. “