“Stop alle domeniche gratuite al museo”: l’annuncio del ministro Bonisoli durante un evento su Leopardi a Napoli

Alberto Bonisoli, foto: La Stampa

Novità in vista per gli addetti ai lavori del sistema museale italiano e per le migliaia di visitatori che ogni prima domenica del mese sono soliti prendere d’assalto i luoghi di cultura del nostro Paese, Reggia di Caserta inclusa. La decisione del nuovo governo era nell’aria ma a sorprendere sono state le tempistiche con cui il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli ha annunciato l’abolizione, a partire da dopo l’estate, dell’ormai nota iniziativa “Domenica al Museo”, che permette ai cittadini di far visita ai musei italiani gratuitamente nel primo weekend di ogni mese.

Il titolare del dicastero ha comunicato la notizia, che ha suscitato non poche polemiche, ieri alla Biblioteca Nazionale di Napoli durante un evento organizzato per presentare tre lettere autografe di Giacomo Leopardi, da poco acquisite dal Mibac, indirizzate all’amico  Francesco Puccinotti. “Le domeniche gratis – ha detto Bonisoli –  andavano bene come lancio pubblicitario: lascerò maggiore libertà ai direttori, se il direttore vuole farlo non ci vedo nulla di male ma l’obbligo sarà eliminato. Le domeniche gratuite non tengono conto né della stagionalità, né dell’afflusso nelle diverse aree geografiche. Sistema che tratta allo stesso modo situazioni differenti e che è stato criticato dagli stessi direttori dei musei”.

A stretto giro è arrivata la reazione dell’ex ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che di quell’iniziativa (considerando i numeri estremamente positiva) era stato fautore nel 2014: “Bonisoli ci ripensi, le cose giuste e che funzionano non hanno colore. Non faccia pagare un desiderio di discontinuità politica alla cultura e agli italiani”.

Tralasciando la querelle tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, che in questa sede non ci interessa, va considerato l’effetto della novità introdotta da Franceschini sul movimento culturale italiano: dal lancio dell’iniziativa ad oggi sono state oltre 13 milioni le persone che hanno sfruttato l’occasione di entrare gratuitamente nei musei italiani, una media di 350mila persone per ogni prima domenica del mese. Ciononostante, l’aumento generale di visitatori e l’introduzione di costi extra (per la Reggia di Caserta ad esempio la visita al Parco Reale è a pagamento durante le “Domeniche al museo” mentre è gratuito l’accesso agli appartamenti)  hanno permesso di aumentare sensibilmente gli incassi dei musei italiani. Allo stesso tempo però molti direttori dei musei sono convinti che l’eccessiva affluenza in queste particolari giornate crei problemi di organizzazione e possa a lungo andare avere effetti negativi sullo stesso patrimonio storico ed artistico.

E a proposito di cultura, qualche parola va spesa anche sulla presentazione delle tre lettere autografe di Giacomo Leopardi, autore che all’ombra del Vesuvio ha lasciato molte tracce del suo passaggio, su tutte la famosissima lirica “La ginestra”: i documenti acquistati dal Mibac vanno ad arricchire la collezione di documenti leopardiani custoditi a Napoli.

La prima delle tre lettere, tutte scritte tra il 1826 e il 1827 e indirizzate all’amico Francesco Puccinotti, contiene una riflessione filosofica su quanto la scienza e l’ingegno diano valore all’uomo. Nella seconda lettera Leopardi preannuncia un viaggio estivo a Bologna e Firenze e lancia un’invettiva contro Recanati mentre nella terza ed ultima descrive all’amico, esperto di medicina, le sue condizioni di salute.