Studentessa accoltella una compagna di classe, il messaggio del Vescovo di Caserta: «Siamo tutti colpevoli»

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Ha scosso la città di Caserta e l’Italia intera l’orribile fatto di sangue che si è verificato ieri sera a Caserta: una studentessa di 17 anni durante una lezione serale ha accoltellato una compagna di classe, a quanto pare, per futili motivi. Il fatto è accaduto in un’aula dell’Istituto Tecnico Buonarroti, come abbiamo riferito. La notizia è stata riportata anche dai media nazionali e si unisce ai tanti – troppi – episodi violenti nelle cronache di questi giorni.

A proposito del “Caso Buonarroti” Monsignor Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta ed Arcivescovo eletto di Capua, ha voluto indirizzare una lettera all’intera comunità:

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«Dolore e rammarico esprimo per quanto accaduto ieri sera all’Istituto Buonarroti. Auguro una pronta guarigione alla ragazza ferita e vicinanza ad entrambe le famiglie coinvolte nel triste episodio.

La mia solidarietà alla Dirigente, ai docenti e agli studenti del Buonarroti. Ho avuto modo di visitare lo scorso anno quella scuola e ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro che si porta avanti e l’impegno e la passione dell’intera comunità scolastica.

Quando più di due anni fa Gennaro Leone, un 18enne, morì accoltellato per un banale litigio a via Vico, nel pieno centro della città, dissi a me stesso e ripetei all’omelia nel giorno del funerale di Gennaro: siamo tutti colpevoli! Non solo chi ha estratto il coltello. È quanto sento di dover dire anche in questa occasione: siamo tutti colpevoli! C’è un ritorno ad atti di violenza che non può lasciarci indifferenti.

La tragedia di Gennaro non ha insegnato a tenersi lontani dalla tentazione di far male a un’altra persona. Non deve accadere mai più! Due anni fa la strada si trasformò in violenza. Oggi, ancora peggio, è una scuola a trasformarsi in palestra del terrore. Un dramma è stato scongiurato dal pronto intervento di un compagno di classe, ma oggi potremmo stare a piangere una nuova morte. La tentazione sarebbe di puntare il dito sul colpevole. La giustizia, certo, farà il suo corso e ci indicherà le responsabilità e ciò che è successo.

Ma sarebbe ipocrisia pensare che il colpevole sia una sola persona. Non possiamo lavarci le mani come Pilato. Sarebbe troppo facile, troppo ipocrita. Dinanzi a questi avvenimenti è giusto domandarci se abbiamo fatto la nostra parte. I veri responsabili, forse, siamo noi adulti. Siamo colpevoli di non mettere sogni nei cuori dei nostri ragazzi, di non farli appassionare abbastanza alla vita. Non possiamo permettercelo. È necessario l’impegno di tutti.

È necessario che tutti facciano il loro dovere, le istituzioni come la scuola, ma anche la nostra Chiesa, e così tutti noi adulti nei confronti dei giovani, perché si sentano sicuri e accompagnati nei propri sogni e nel confronto con le proprie paure. Non basta dire no alla violenza, dobbiamo combattere ogni forma di violenza, a cominciare da quella verbale che tante volte la fa da padrona sui social e in tivvù. Evitiamo che la violenza e la sopraffazione crescano tra i nostri ragazzi.

Facciamo tutti la nostra parte! E facciamola insieme: teniamoci per mano, se vogliamo risorgere».