Sulle sponde del Danubio: Vienna e Budapest nello sguardo di Ilaria Pignataro

Vienna, Hundertwasserhaus
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La mostra fotografica “Sulle sponde del Danubio” sarà visitabile dal 14 gennaio al 24 febbraio previo appuntamento a Caserta, via Cristoforo Colombo n.36 (corte interna).

Vernissage: 13 gennaio 2024 ore 18.00

Interverranno: Giulio Festa (Fotografo), Lucio Saviani (Filosofo), Cesare Cuscianna (Poeta). Concluderà Maria Rosaria Iacono (Presidente ItaliaNostra onlus Caserta) con il Brindisi al Nuovo Anno!

ILARIA PIGNATARIO

Ilaria Pignataro
Ilaria Pignataro

Ilaria Pignataro, ventiseienne casertana, è una viaggiatrice instancabile, già da piccolissima avviata dai genitori architetti a impegnativi tour nella bellezza e nei patrimoni culturali.
Dopo una maturità classica, un diploma di compimento inferiore in pianoforte e una laurea in Filosofia a Napoli, si specializza con lode a Torino discutendo la tesi “Personal Identity and Selfhood. Construction Theories and Minimal Selfhood”).

Socia di Italia Nostra, collabora nella cura di visite guidate (come quella a S. Leucio del 17/12/2023), in reportage fotografici sullo stato del patrimonio architettonico casertano e video su beni culturali (come quello del 2022 pubblicato su YouTube: “L’Appia da Capua antica a Calatia: tutela e visioni future”). Appassionata dai tempi del liceo di fotografia, porta sempre con sé la sua reflex, ricevuta in regalo al suo sedicesimo compleanno. Oggi è emozionata per la sua prima esposizione personale.

SULLE SPONDE DEL DANUBIO

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Ilaria Pignataro

Nell’estate 2023 ho avuto modo di visitare due importanti capitali europee, simili eppure distanti, accomunate da importanti fasi storiche condivise e divise da 214 chilometri in linea d’aria. Non vi ero stata ancora fino ad ora, le conoscevo dai libri e per averle viste in film e foto ma non sapevo quale atmosfera aspettarmi andandoci di persona e mi hanno davvero sorpreso entrambe, per motivi differenti.

Una volta a Vienna, ho avvertito da subito una certa affinità: città riservata e silenziosa, un po’ come me, che si disvela lentamente al visitatore. È più piccola di quanto immaginassi: arrivi da un posto all’altro senza nemmeno accorgertene. Camminare per le strade del centro significa respirare la classica solennità delle architetture mitteleuropee. I miei posti preferiti sono il Castello del Belvedere e il Museums Quartier. Le collezioni dei musei viennesi sono stupende e, per me che amo Klimt, con il Palazzo della Secessione e il Museo Leopold è un vero paradiso!

Tanti film sono stati girati qui, come uno dei miei preferiti: “Before Sunrise”. È stato emozionante immaginarsi sul set e rivivere le inquadrature del film in prima persona; il cinema ha il potere di amplificare la magia dei luoghi.

Budapest, invece, mi ha sorpresa per la sua modernità. Il panorama lungo il Danubio mi ha lasciata a bocca aperta. Il Parlamento è spettacolare: davvero uno dei palazzi più belli che abbia mai visto. La forma della città è eclettica, con disinvolti accostamenti di stili e di culture: dall’architettura europea monumentale agli edifici super moderni in vetro ai palazzi di matrice sovietica. È molto viva la sera, merito anche di un’offerta amplissima di bei locali in cui giovani da ogni dove si ritrovano per ascoltare musica, bere un drink e scambiare opinioni.

Nei miei scatti delle due città danubiane mi auguro vengano fuori il genius loci e le mie emozioni.

Budapest, Parco Városliget
Budapest, Parco Városliget

TESTA, OCCHI E CUORE

Giulio Festa

Ho conosciuto Ilaria ai Corsi di Fotografia che si tengono ciclicamente all’istituto Mattei di Caserta.

Gentile, a tratti timida, soleva occupare ogni volta quel posto nella seconda fila di sedie, sempre presente alle lezioni e con una gran voglia di imparare.

La sua riservatezza però non riusciva a contenere il bisogno di raccontarsi attraverso la macchina fotografica.

Tant’è che dopo alcuni mesi dall’ultima lezione del corso, mi chiamò per mostrarmi orgogliosa il reportage di un suo itinerario lungo il Danubio. Erano appunti spontanei, senza effetti di alcun tipo, capaci di accompagnarti lungo lo stesso sentire dell’autrice, alla maniera degli intellettuali del “gran tour”. Ci sono il Danubio, i monumenti, la gente ma anche tanto altro!

Mi chiese un giudizio per una eventuale mostra, dei consigli per la sequenza delle immagini. Nelle sue composizioni, talvolta, rigorose talaltre creative, è presente una maniera classica, romantica direi, di osservare la realtà ma con una chiave moderna, attuale. Insomma, gli ingredienti c’erano tutti per una prima prova d’artista.

Concludo questa breve riflessione, augurando a Ilaria di appassionarsi sempre più in questa ricerca sua e di sé, allineando ancora e ancora “testa, occhio e cuore” (H. C. Bresson).

Budapest, Ponte Erzsébet
Budapest, Ponte Erzsébet

LE IMMAGINI DI ILARIA PIGNATARO

Lucio Saviani

Due città, due capitali. Una delle due, Budapest, ha la sua origine in due città, un’origine che parla di steppe asiatiche e di una lingua incomprensibile dai vicini europei. Un’origine che permane e regge, come un lungo ponte. Quell’arcata anima anche l’identità della città, come ponte tra oriente e occidente. L’altra capitale, Vienna, tenne a congresso centinaia di ospiti tra ambasciatori, principi, regnanti, segretari, nobildonne, generali, ministri, cancellieri europei che cercarono di ripristinare i confini spazzati via dalle gelide folate del vento napoleonico. Si ritrovò cent’anni dopo, crollati in un sol colpo i quattro Imperi, ridotta da città imperiale a capitale periferica di un piccolo Stato al centro d’Europa. E così anche Budapest, la capitale in cui la Mitteleuropa si ritrovò per decenni ad esser chiamata Europa dell’Est.

Il vento napoleonico e le fiamme della Grande Guerra avevano cambiato volto anche alle facciate solenni dei Palazzi, cambiato nome a strade, città e quartieri, scardinato troni e altari.

Quella che Ilaria Pignataro ci racconta con le sue immagini è una storia di confini spostati, come da sempre è la storia d’Europa. Queste immagini in mostra sono attraversamenti, transiti, passaggi e traiettorie dello sguardo, proprio perché sono immagini di viaggio.

Trascolorano una nell’altra la compostezza dei palazzi e la solennità delle strade, i colori di facciate e di finestre, le luci e le ombre di una storia mai troppo lontana.

Le immagini di Ilaria Pignataro ci ricordano che ogni viaggio autentico, come questo qui, è un viaggio in sé stessi, che modifica chi lo compie e fa strada alla conoscenza di noi stessi proprio mentre si fa apertura verso l’altro da noi.

IL VIAGGIO DI ILARIA

Cesare Cuscianna

Quando ci si mette in viaggio è sempre per cercare qualcosa, qualcosa che si è perso o non si è mai posseduto, ci muove la speranza di una risposta al bisogno di completezza della nostra esistenza, qualcosa che si integri in noi e nello stesso tempo riorganizzi le esperienze passate.

Viaggiare è incontrare la diversità dell’altro e nello stesso tempo quella del nostro più profondo essere.

Per il viaggio sono indispensabili tre cose: il desiderio per iniziare, il coraggio per continuare, il ricordo per ritornare. In ogni viaggio importante, quindi, è opportuno fornirsi di un adeguato viatico.

IL VIAGGIO COME ESPERIENZA FORMATIVA

Maria Rosaria Iacono

Alle giovani generazioni sono dedicate tutte le battaglie di Italia Nostra per la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale.

Oggi il mondo sviluppato si piega sotto la crisi economica prodotta da una modernità diventata insostenibile. Tante cose e beni comuni sono stati sin qui consumati, senza eccessive preoccupazioni: l’ambiente (sovraccarico); l’energia (in via di esaurimento); la cultura (massificata); il paesaggio (sfigurato e sovraffollato); gli assetti urbani e delle infrastrutture (congestionati); i paesaggi agrari (cementificati); le risorse comuni di tipo cognitivo, estetico, motivazionale (svalorizzate).

Questi “beni comuni” sono invece quelli che potranno fare uscire il nostro paese dalla crisi della modernità.

L’arte e la bellezza, con l’emozione e la meraviglia che ci procurano, sono necessarie alla nostra vita: siamo perennemente alla ricerca del meraviglioso (e dell’emozione che dalla scoperta di esso ci deriva); anche quando cerchiamo su internet e quando viaggiamo nelle città straniere e nei paesi esotici.

L’apprendimento è anch’esso fondato sull’emozione e sulla meraviglia.

“E’ attraverso l’impatto della bellezza che nasce la curiosità per ciò che si può trovare dietro l’oggetto, è dal coinvolgimento estetico che si sviluppa la passione della conoscenza”.

Italia Nostra dal 2010 ha proposto con un progetto “Turismo a scuola di sostenibilità” un nuovo modello di viaggio formativo, raccogliendo l’eredità del Grand Tour. Da questo mito dobbiamo partire per nuovi viaggi all’insegna della bellezza, della gentilezza, della lentezza, per la promozione e diffusione della mobilità dolce (treni, biciclette, percorsi a piedi) e permettere ai giovani di educarsi alla conoscenza che poi sarà consapevolezza.

Tutto questo ha per noi di Italia Nostra un obiettivo epocale: lavorare a un nuovo modello di sviluppo umano per il nostro Paese, che ha come obiettivo l’aumento del benessere comune, il mantenimento dell’equilibrio tra uomo e natura; un modello di sviluppo fondato sulla qualità e non sulla quantità, sulla cooperazione e la solidarietà piuttosto che sulla competizione.

La speranza di sviluppare nel nostro Paese questo nuovo modello sta soprattutto nella ripresa di possesso del patrimonio culturale da parte delle giovani generazioni.

Inaugurare il nuovo anno con foto di luoghi oltre i confini territoriali delle proprie radici significa enfatizzare l’importanza del viaggio e degli scambi culturali come antidoti a discriminazioni e conflitti. La nostra autrice e socia sostiene che la conoscenza dell’altro amplia i propri orizzonti e allena la mente alla comprensione del diverso, senza ricorrere come risposta immediata alla critica o alla paura.

Brindiamo a un 2024 di pace e intercultura!