Tegola sulla Reggia di Caserta: il Tar blocca la nomina di Tiziana Maffei alla direzione

L’ultima tegola piovuta sulla Reggia di Caserta è arrivata ieri dal Tar del Lazio che ha  sospeso la nomina a direttore del monumento vanvitellino per Tiziana Maffei.

Il Tribunale Amministrativo Regionale, infatti,  ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dagli avvocati di Antonio Tarasco, dirigente del ministero dei Beni culturali che aveva partecipato al concorso indetto dal Mibac per la direzione del palazzo vanvitelliano e poi escluso dalla terna finale proposta dalla commissione esaminatrice al ministro Alberto Bonisoli per la scelta finale nonostante avesse ottenuto un punteggio più alto.

Ipotizzando un errore matematico nella fase del conteggio dei punti, Tarasco aveva chiesto al Governo che il concorso fosse ritirato con un provvedimento di autotutela e si era rivolto pure alla Corte dei conti, l’organo cui spetta la ratifica della nomina.

E mentre la sospensione del Tar, che ha validità immediata, rimanda la discussione nel merito al 25 giugno, i venti delle polemiche politiche nazionali muovono l’aria stagnante che si respira tra le stanze della Reggia.

Perché, nonostante l’interim affidato al Direttore dei Musei Antonio Lampis dopo il saluto del direttore Mauro Felicori andato in pensione, la gestione del monumento vanvitelliano tra i più visitati d’Italia ha dato non pochi grattacapo a Lampis, chiamato da una parte a collaborare alle indagini avviate dalla Procura sulla gestione del monumento nell’ultimo periodo della direzione  Felicori, dall’altra a riavviare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori con la passata amministrazione.

Un lavoro tutt’altro che di “ordinaria amministrazione”, quindi, ma di certo preparatorio in vista del nuovo direttore, chiamato sì a continuare e potenziare la promozione del bene Reggia, anche a livello internazionale,  puntando sulla qualità dell’esperienza “culturale” da offrire al pubblico, ma soprattutto invitato a mantenere fermo il dictat della tutela e della sicurezza del bene e dei suoi occupanti.

Un arrivo del nuovo che non poche attese aveva alimentato intorno alla figura della presidentessa dell’ Icom Tiziana Maffei voluta dal Ministro Bonisoli a capo della Reggia di Caserta, ma che ieri ha dovuto frenare di fronte alla sospensiva del Tar.

Ciò nonostante sulla vicenda della mancata nomina di Antonio Tarasco, oggetto di una interrogazione parlamentare del leghista Alessandro Patelli, era intervenuto il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, che in un question time alla Camera il 29 maggio aveva difeso la legittimita’ del percorso concorsuale (“non e’ stata rilevata alcuna criticita’ o errore materiale di calcolo di punteggi nella procedura”).

E sottolineato: “Vi confermo la bontà della scelta del nuovo direttore di Caserta, che è Tiziana Maffei, alla quale faccio i migliori auguri”.

Partendo dalla esclusione di Tarasco per affrontare  più in generale la correttezza e la trasparenza dei concorsi del Mibac, erano insorti anche parlamentari che sostengono il governo M5S: la senatrice grillina Margherita Corrado della commissione Cultura, infatti,  ha rivolto una lettera aperta al ministro e ha pubblicato su Facebook un duro attacco al ministro.

“Un’incoronazione molto contestata – scrive – ma che immediatamente, e forse non senza imp(r)udenza, ha già ottenuto in più occasioni la piena benedizione del Ministro e ha visto la neo-direttrice prendere servizio già due giorni fa, ancor prima che il decreto di nomina fosse registato”