Il Teatro in questo periodo odora di muffa! L’impietosa disamina di Angelo Bove

Il teatro in questo periodo odora di muffa

Cari amici, dopo studi specifici sul teatro e sulla professione di attore, dopo venticinque anni di attività del Piccolo Teatro Cts, dopo aver partecipato e assistito a tantissime e diversissime rappresentazioni teatrali, posso affermare, con cognizione di causa, che il teatro in questo periodo “odora di muffa” e, probabilmente per questo motivo, chi vorrebbe avvicinarsi ad esso per la prima volta, è portato a scoraggiarsi.

Le compagnie teatrali, anche con bravi attori ma non conosciuti “televisivamente”, sono completamente ignorate dal pubblico. Gli unici casi “attraenti” si creano quando nel cast di uno spettacolo è presente il personaggio televisivo del momento.

E questo vuoi per curiosità, vuoi per conformismo o forse semplicemente per superficialità, smuove i ceti pigri della media borghesia per una serata o due. Ma questo, comunque, non gratifica e non basta per tenere in vita il Teatro.

In compenso, sui tetti delle città proliferano antenne televisive e parabole. Così per l’intera settimana si discute con entusiasmo di “Grande Fratello”, “L’isola dei famosi”, “Amici” e di tante altre “scemenze televisive”.

In realtà, la maggior parte delle persone appartenenti ai ceti medi, non nutre più alcun interesse culturale: libri, mostre, teatro, ecc. sono diventati del tutto estranei, sembrano solo ricordi scolastici. Seppur incomprensibilmente, in alcuni casi, sembrano esserci più autori/opportunisti che lettori.

Angelo Bove, regista e attore

La popolazione aumenta, ma le librerie diminuiscono e i teatri chiudono. Gli Enti, le Aziende del Turismo, ecc. considerano assai più giudizioso contribuire alla vita sportiva della loro comunità piuttosto che a quella culturale.

In particolare la città di Caserta, più che “Terra di Lavoro” al turista appare come la “terra della palude culturale”, perché fa con stupore, il dovuto paragone tra la nostra gloria monumentale del passato e la piatta realtà culturale del presente.

Ovviamente, a Caserta, una certa realtà culturale è comunque presente, ma è ancora poca cosa. E questo perché la maggior parte delle persone, comprese quelle non impoverite dalla crisi, spesso s’intrattiene “ciondolandosi” nelle vie del centro all’ora della passeggiata, argomentando le loro spocchiose discussioni con commenti vanagloriosi, conditi da reboanti gesti che rivelano una retorica saccenteria di poco conto.

Ad ogni modo, pur rispettando la libertà di scelta di tutti, meno male che per qualcuno, l’intrattenimento non è solo quest’andirivieni.

(*) Direttore Artistico del Piccolo Teatro Cts di Caserta