Tempo di Black Friday, tempo di truffe online: ecco le dieci regole per evitarle

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Tempo di Black Friday, tempo di truffe. Un binomio che, in tempi di Coronavirus e chiusure forzate dei negozi sotto casa, rende gli acquisti online estremamente pericolosi.

E il pericolo non è solo quello di affondare completamente il commercio di vicinato a vantaggio dei colossi dell’e-commerce, ma è anche quello di essere truffati da banditi che non vedono l’ora di mettere le mani sul grande numero di transazioni economiche in Rete.

E mentre in Italia il problema sembra non esistere, altrove la questione è prioritaria e le organizzazioni istituzionali non hanno esitano a procedere in modo deciso nella loro opera di contrasto all’illegalità nello shopping online.

Il National Cyber Security Center (NCSC), ad esempio, ha appena pubblicato una guida aggiornata per chi vuole fare compere in occasione del Black Friday di questa settimana. Partendo da un presupposto accertato: i banditi sanno bene che i consumatori, impegnati a trovare i prezzi più convenienti, potrebbero abbassare la guardia durante la corsa per non perdere le migliori offerte.

Da qui la pubblicazione del documento della NCSC che puù essere sintetizzato in dieci regole da tenere ben a mente per evitare fregature.

La prima regola: essere estremamente selettivi nell’individuazione del sito su cui fare acquisti.

Sarebbe bene verificare, adoperando un qualunque motore di ricerca, se in giro sul web c’è qualcuno che parla di una determinata realtà, racconta la sua esperienza, spiega gli eventuali disagi o disservizi, enumera osservazioni negative.

Nel procedere in questa ricognizione è opportuno non considerare sia commenti troppo severi, che potrebbero essere stati inseriti qua e là da un concorrente, sia quelli troppo entusiastici, scritti magari dello stesso venditore.  Meglio preferire le referenze più equilibrate che possono far emergere in modo pacato pregi e difetti di un interlocutore nell’e-commerce.

Bisogna stare attenti anche al nome del sito cui ci si collega. Molti malandrini non esitano a creare pagine web che hanno un indirizzo simile a quello di un vero e ben conosciuto produttore o venditore. A volte basta un trattino tra una parola doppia oppure una lettera di meno o in più: la manipolazione del nome del sito (“mistyping” lo chiamano gli esperti) è una tecnica pressoché storica e la sua efficacia non sembra ossidarsi (forse anche grazie alla poca informazione in proposito).

La seconda regola: fornire solo le informazioni necessarie.

La compilazione di schede, moduli e questionari deve limitarsi ai dati indispensabili per procedere all’acquisto e per ottenere la spedizione nel rispetto delle condizioni stabilite. Ci si deve ricordare che è meglio non confidare elementi di conoscenza con chi potrebbe poi farne un uso distorto e magari in danno a chi si è lasciato andare in chiacchiere che si potevano evitare.

La terza regola: leggere attentamente la descrizione di quel che si sta acquistando. Non di rado, infatti, manca qualche dettaglio oppure in quelli forniti si rivelano particolari tali da far sorgere qualche dubbio sulla bontà o sull’affidabilità del prodotto.

La quarta regola: diffidare dai prezzi troppo bassi. Il prodotto potrebbe essere contraffatto o di provenienza illecita e il compratore potrebbe poi essere chiamato in causa per l’incauto acquisto e risponderne con il pagamento di spiacevoli sanzioni. C’è anche il rischio che l’oggetto “troppo economico” non esista e quindi non arrivi mai.

La quinta regola: attenzione alle condizioni di consegna.

E’ fondamentale sapere se le spese di spedizione sono incluse o il loro onere debba essere aggiunto al costo di quel che si sta pensando di comprare. Qualche volta una occasione straordinaria finisce con il rivelarsi tutt’altro che appetibile perché il recapito potrebbe far sfumare la convenienza che inizialmente aveva richiamato l’attenzione.

La sesta regola: verificare a cosa si va incontro nel caso si debba restituire al mittente il pacco che si intende rifiutare.

Nonostante la vendita per corrispondenza sia tutelata da norme apposite e quindi ci si possa sentire garantiti, è preferibile sapere subito cosa succede se il prodotto non corrisponde a quanto è stato ordinato via Internet, o se arriva in condizioni inaccettabili oppure se è danneggiato o non funzionante.

La settima regola: preferire modalità di pagamento che prevedano una copertura assicurativa per eventuali disguidi

Solo alcune carte offrono garanzie sulla restituzione della somma anche se tale risarcimento è naturalmente vincolata alla presenza di fondi nel conto del venditore.

L’ottava regola: fate attenzione ai messaggi che piovono nella vostra casella di posta elettronica. Controllate il mittente e non lasciatevi incantare da proposte mirabolanti che possono essere l’amo dell’incessante proliferare di azioni di “phishing”.

La nona regola: ricordarsi che nessuno regala nulla e quindi un briciolo di diffidenza non guasta mai. Internet abbonda di malfattori e le truffe sono all’ordine del giorno.

La decima regola: preferire acquisti nei negozi tradizionali.

La più efficace cautela per evitare fregature online è quella di non scartare la possibilità di comprare “dal vivo”, vedere e toccare quel che si vuol acquistare o regalare, incontrare altre persone, scambiare quattro chiacchiere, essere semplicemente “normali” come si era un tempo