Il terno del 2019: la Smorfia Napoletana fra tradizione e superstizione popolare

26, 54, 79… sembrano numeri casuali, invece appartengono a quella sequenza da 1 a 90 che secondo la Smorfia napoletana cela simboli e immagini ben precisi. 90, “la paura”, però, è forse quello più emblematico perché è dalla paura che nasce la superstizione, madre della Smorfia e dei giochi d’azzardo ad essa legati: il lotto e la tombola, parti fondamentali della tradizione campana, cui è consuetudine giocare soprattutto durante il periodo natalizio.

Anche se la Smorfia sembra appartenere ad una tradizione tutt’altro che religiosa, le sue origini non sono pagane. Sembrerebbe derivare, infatti, dalla Cabala Ebraica, secondo la quale nella Bibbia non c’è nulla che non abbia un significato nascosto e come questa dottrina interpreta i significati misteriosi che si celano dietro taluni sogni, così la Smorfia attribuisce simboli e immagini a numeri compresi tra 1 e 90 (più tardi furono anche rappresentati per gli analfabeti).

Secondo un’altra teoria, invece, la Smorfia affonderebbe le sue radici nell’Antica Grecia, dove Artemidoro da Daldi associava ai sogni dei messaggi ultraterreni (da qui anche l’evidente collegamento con Morfeo, dio del sogno). Anche questa versione è piuttosto plausibile, dal momento che ancora oggi è tradizione utilizzare l’interpretazione della Smorfia per giocare i numeri al lotto.

Il Lotto, un gioco immorale per la Chiesa

Questo gioco, però, durante il Settecento fu considerato immorale: alla fine le autorità ecclesiastiche lo reputarono lecito, eccetto che per il periodo di Natale. La popolazione, tuttavia, non essendo disposta a rinunciarvi neanche per poche settimane l’anno, diede vita ad una forma segreta del gioco: quella che adesso chiamiamo “Tombola” e che in Campania è protagonista indiscussa delle festività natalizie.

Una cartella della Tombola Napoletana

Il lotto insieme alla Smorfia, poi, si è rafforzato a tal punto che, anche sulla base di credenze del passato, si sono creati dei personaggi mistici come quelli dei defunti che, apparendo in sogno, confidano i numeri da giocare al lotto. Tanta è l’importanza della Smorfia, del lotto e di tutto ciò che è legato a questa sfera per un popolo superstizioso come quello campano, che non è affatto raro trovare citazioni a proposito nelle commedie di Eduardo De Filippo o nei film di Totò. È stato proposto addirittura il terno in onore del principe De Curtis: 2 (“’A livella”), 20 (“la marionetta”), 68 (“Vot’Antonio”).

Superstizione o divertimento?

Il lotto e la tombola sono giochi che riuniscono amici e parenti nelle giornate festive tra una fetta di pandoro e una manciata di frutta secca. È anche vero, però, che la superstizione è il pane di cui si nutrono. A chi ci crede o meno, per il prossimo anno non ci resta che sperare nel lavoro con ricco profitto, nella serenità in famiglia e in un futuro positivo… 26, 54, 79!

 

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