Terra Sonans – Arte, Cultura e Vox Populi verso il gran finale a Santa Maria Capua Vetere

Terra Sonans - Arte, Cultura e Vox Populi
abitare
previous arrow
next arrow

Il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile chiude il 13 settembre all’Anfiteatro Campano con un programma che intreccia Africa, jazz e tradizione persiana. Stasera tocca a Dee Dee Bridgewater, poi il doppio appuntamento di sabato e il gran finale domenicale all’insegna delle rotte migratorie. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Un viaggio tra culture che si conclude sotto le stelle dell’Anfiteatro Campano

Si avvia verso il suo atto conclusivo «Terra Sonans – Arte, Cultura e Vox Populi», il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile che fino al 13 settembre trasforma l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, in un crocevia di musiche, storie e culture provenienti da ogni angolo del mondo.

Banner 02
previous arrow
next arrow

Un cartellone costruito come un racconto per tappe, dove ogni serata rappresenta un capitolo di un dialogo ideale tra continenti, generazioni e tradizioni musicali apparentemente lontane ma capaci di parlarsi senza forzature.

Dee Dee Bridgewater apre il weekend con jazz e impegno civile

Il fine settimana si apre questa sera, venerdì 11 settembre alle ore 21, con una delle voci più autorevoli del panorama jazzistico internazionale. Dee Dee Bridgewater, vincitrice di tre Grammy Awards, porta sul palco campano «WE EXIST!», un progetto che intreccia la dimensione musicale con quella dell’impegno civile, richiamando fin dal titolo la storica «We Insist! Freedom Now Suite» di Max Roach, opera simbolo del legame tra jazz e lotta per i diritti.

Ad affiancare la cantante statunitense sarà un ensemble interamente femminile: Alexis Lombre al pianoforte, Rosa Brunello al basso elettrico e contrabbasso e Anne Paceo alla batteria. Una formazione che aggiunge al concerto una ulteriore dimensione di significato, in sintonia con il messaggio di rivendicazione e presenza che attraversa l’intero progetto.

L’avvio del festival tra Salif Keïta e l’incontro Garbarek-Gurtu

Le prime due serate hanno già delineato con chiarezza l’identità del festival. Il 9 settembre la voce e i ritmi del maliano Salif Keïta hanno trascinato il pubblico in una dimensione di festa collettiva, facendo ballare l’intera platea dell’anfiteatro.

Il giorno successivo è stata la volta del norvegese Jan Garbarek e del percussionista indiano Trilok Gurtu, protagonisti di un incontro musicale denso di suggestioni, impreziosito da una leggera pioggia che ha contribuito a creare un’atmosfera particolarmente intensa e sospesa.

Enzo Avitabile Terra Sonans

Sabato 12 settembre: il doppio appuntamento

La giornata di sabato 12 settembre propone un programma doppio, con due concerti consecutivi.

Alle ore 21 sale sul palco Rokia Traoré, tra le figure più originali e riconoscibili della scena musicale africana contemporanea. La cantante e musicista maliana costruisce la propria cifra artistica intrecciando le radici della tradizione del proprio Paese con il rock, il folk e la canzone d’autore, dando vita a un linguaggio musicale naturalmente aperto all’incontro tra culture diverse.

Alla dimensione strettamente artistica, Traoré affianca un impegno concreto verso le nuove generazioni: nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle, realtà dedicata alla formazione e al sostegno dei giovani artisti maliani, confermando una vocazione alla trasmissione del sapere che attraversa tutta la sua carriera.

Alle ore 22 il programma prosegue con «The Art of Improvisation in Iranian Music», un progetto che porta il pubblico nel cuore della tradizione musicale persiana, dove poesia, spiritualità e virtuosismo tecnico si esprimono attraverso l’improvvisazione. Protagonisti Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni.

Kalhor, vincitore del Grammy Award e del Womex Artist Award, è interprete del kamancheh, strumento ad arco persiano dalla sonorità inconfondibile. Tabassian, compositore e fondatore dell’ensemble Constantinople, suona il setar, liuto della tradizione iraniana. Mohseni completa il trio con il tombak, strumento a percussione centrale nel repertorio persiano. Un incontro che si fonda sull’ascolto reciproco e sulla capacità di costruire musica nel momento stesso in cui viene eseguita.

Il gran finale: Enzo Avitabile e Daby Touré sulle rotte clandestine

La chiusura del festival, domenica 13 settembre alle ore 21, è affidata a Enzo Avitabile con «Rotte Clandestine», un progetto live inedito che vede ospite Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.

Attraverso suoni e parole, il concerto racconta le rotte migratorie contemporanee e le storie di chi attraversa confini alla ricerca di dignità, identità e futuro. Un tema che il festival ha coltivato lungo tutto il proprio percorso e che trova nel gran finale la propria sintesi più esplicita.

Accanto ad Avitabile e Touré, sul palco saliranno Gianluigi Di Fenza alla chitarra ed Emidio Ausiello ai tamburi a cornice. Insieme costruiscono un dialogo tra tradizioni diverse, in un concerto dall’anima intima e dal groove avvolgente, che unisce idealmente il Sud e il Nord del mondo in un unico immaginario sonoro.

Un festival sostenuto dal territorio e dalle istituzioni

«Terra Sonans» è promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e degli Itinerari Culturali della Campania.

Il festival è prodotto da Black Tarantella, in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Direzione regionale Musei nazionali Campania e il Comune di Santa Maria Capua Vetere.

Informazioni utili

Tutti i concerti sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.

Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo info@terrasonans.it.