Titò Baldascino, rapper emergente di Casal di Principe. L’intervista ed il video del brano d’esordio “MLRT”

Il rapper Salvatore Baldascino, in arte Titò, nel video di "MLRT" con accanto la modella Anna Cinque

Casal di Principe – “Non l’ho fatto per diventare ricco e famoso, ho un altro scopo. Nella nostra zona, nel casertano intendo, raramente qualcuno arriva ad altissimi livelli nel mondo della musica. Nel napoletano ci sono molti musicisti che hanno sfondato. L’ho fatto per ispirare i ragazzi che hanno talento, e nella nostra zona ce ne sono tantissimi, ad avere il coraggio di uscire allo scoperto”. Per una volta andiamo a Casal di Principe ma non per raccontare la camorra e nemmeno le pasticcerie d’eccellenza. Raccontiamo Salvatore Baldascino, di appena 20 anni di età, in arte Titò, rapper emergente che ha pubblicato su Youtube il suo primo singolo autoprodotto dal titolo “MLRT”.

Un fulmine a ciel sereno sulla scena musicale campana, un videoclip di una qualità sorprendente che fa da sfondo ad un brano dalle sonorità moderne ed interessanti, per quanto forse ancora acerbe. Il pezzo d’esordio di Titò è stato pubblicato su Youtube il 14 settembre 2019 e conta ad oggi più di 4000 visualizzazioni e quasi 200 “like”, oltre ai commenti pieni di entusiasmo dei primi fan. Niente male per un esordio assoluto.

Coprotagonista del video di “MLRT” è la stupenda modella professionista Anna Cinque di San Prisco, dunque anche lei un talento della provincia di Caserta.

Anna Cinque con Titò nel video di “MLRT”

A vederlo Titò è un ragazzo corpulento dagli occhi buoni e dai modi gentili. Una persona semplice che usa toni pacati e parla di musica da vero appassionato. Un’immagine molto distante da quella del classico rapper americano vistoso e guascone. Emozionato nel concedere la prima intervista della sua vita artistica mi accoglie in uno dei luoghi preferiti della sua Casal di Principe circondato dagli amici di sempre.

Com’è nata la tua passione per la musica?

Si è presentata quando avevo l’età di 9 anni con la scoperta di vari tipi di musica tra cui il Pop ed il Rap. Poi si è evoluta con il tempo ed ho cominciato a scrivere qualche pezzo, cover su basi di canzoni più conosciute, ad esempio a me piacevano i Cosang. Li registravo per hobby con un piccolo microfono collegato al computer ma le tenevo per me.

Dunque com’è nata poi l’idea diventare un rapper e di pubblicare le tue canzoni?

Non avrei mai pensato fino ad oggi di pubblicare i miei pezzi ma ho seguito i consigli di alcuni miei amici che per caso li hanno ascoltati. Loro hanno insistito e mi hanno incoraggiato…

Perché proprio il Rap?

Diciamo che la musica così com’era una volta non esiste più. Il Rap è il genere del momento. Inoltre questo è il genere che ho conosciuto da bambino e che mi ha fatto crescere, quindi è questo l’unico di cui mi occupo.

Come definisci il tuo genere?

La mia musica è un misto tra Rap e Trap. Il Rap è più parlato, mentre il Trap è costituito di parole che sembrano buttate a caso ma che contestualizzate riescono ad esprimere un concetto.

Quali sono i tuoi musicisti preferiti, quelli che ascolti più spesso?

MI piace tantissimo Enzo Avitabile, per lui ho una vera passione. Non ho una canzone preferita tra le sue, mi piacciono tutte ma quella che mi ha colpito di più è stata quella fatta insieme a suo nipote Ntò, anche lui rapper. Quella canzone (“Se ti avessi ora” n.d.r.) mi è rimasta davvero impressa, mi piace!

Quali sono i musicisti ai quali ti ispiri quando componi?

Nessuno, davvero nessuno in particolare. Se proprio devessi dirne uno ti direi XXX, giovane cantante americano che oggi è morto. L’ho ascoltato poco ma mi sono piaciute molto le sue canzoni e la sua storia personale.

Oltre ad essere musicista sei anche studente oppure hai già un lavoro?

Al momento lavoro con mio padre nella sua ditta ma a breve ne aprirò una mia.

Hai mai studiato musica?

Non ho mai studiato musica, all’età di 11 anni ho provato con la chitarra e poi qualche lezione di canto ma sono durato davvero poco, neanche un mese. Non suono nessuno strumento, soltanto un po’ di pianoforte ma non certo classico.

La tua famiglia come ha preso la tua idea di dedicarti alla musica?

A mia madre è piaciuta tantissimo anche perché mai nessuno in famiglia è stato un creativo né un artista. Mio padre invece l’ha presa un po’ male all’inizio ma poi col tempo ha visto che la cosa è andata avanti, la mia musica è piaciuta un po’ a tutti quelli che l’hanno ascoltata.

Di solito i genitori si preoccupano quando il proprio figlio intraprende una strada incerta e complicata come la carriera musicale…

Io ho già un lavoro normale, come ti ho detto, infatti non mi interessano i soldi.

C’è uno scopo dietro quello che ho fatto, cioè pubblicare il video. Non l’ho fatto per diventare ricco e famoso, ho un altro scopo. Nella nostra zona, nel casertano intendo, raramente qualcuno arriva ad altissimi livelli nel mondo della musica. Nel napoletano ci sono molti musicisti che hanno sfondato. L’ho fatto per ispirare i ragazzi che hanno talento, e nella nostra zona ce ne sono tantissimi, ad avere il coraggio di uscire allo scoperto.

Perché hai scelto Titò come nome d’arte?

Non è un vero e proprio nome d’arte, mi hanno sempre chiamato così da quando ero piccolo. Era un soprannome, un diminutivo del mio nome (Salvatore) invece dei banali “Sasà” e “Totò”. Hanno cominciato in famiglia da bambino a chiamarmi Tito che poi è diventato Titò. Nella zona mi conoscono già tutti come Titò.

 

Che significa il titolo “MLRT”?

È un’abbreviazione. Nel ritornello ci sono i versi “quello che volevo / tu me lo hai dato” (cantati in dialetto), MLRT è proprio l’abbreviazione di “me lo hai dato” che è anche un doppio senso, riferendosi ad una ragazza…

Quando uscirà il tuo prossimo singolo?

A gennaio. Ti posso anticipare che il “mood” (il tema) del prossimo brano sarà un po’ più “street”: parlerò di me e della strada che sto per intraprendere. Quindi il tema non sarà di nuovo l’amore che ho già affrontato. Il titolo della canzone sarà “Show”.

Il video della tua canzone non è amatoriale, chi ti ha aiutato?

Un videomaker ed un produttore, soci tra loro. Naturalmente ho investito io con un budget basso, comunque una cifra che per me è stata uno sforzo visto che sono giovane e lavoro poco nella ditta di famiglia ma me la sono cavata. Non sono rimasto soddisfatto del video, infatti ho cambiato videomaker e produttore. Ho registrato tutto da Hopeland Studio di Marcianise. La modella Anna Cinque invece, mi è stata indicata da alcuni amici in comune.

Sei soddisfatto dei numeri che sta ottenendo MLRT su Youtube?

Per adesso sì, anche perché non ho usato sposorizzazioni…

Perché hai scelto Roma per il video?

Io cercavo una location che nessun artista della nostra zona avesse già usato. Ho pensato a Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe anche… Poi ho deciso per la Vela di Calatrava, purtroppo però è una struttura confiscata e quindi non agibile. Quindi ho cambiato idea e sono andato al Colosseo di Roma, distante solo 20km.

Questa canzone descrive il tuo ideale di donna o racconta di una ragazza esistente?

Ideale ma anche esistente. Il brano è ispirato ad una ragazza in particolare che frequentavo in passato ma adesso non è più nella mia vita.

Nel brano fai molti riferimenti ad abiti firmati, ricchezza e lusso. Perché tanti riferimenti a queste tematiche? Sono questi i valori dei ragazzi di oggi?

No, molto semplicemente mi piace il tipo di ragazza che veste alla moda e si fa notare, è il mio gusto personale. Mi piacciono l’eleganza e lo stile, questo mi colpisce molto.

Progetti per il futuro?

Nuovi pezzi, con nuove tematiche anche in riferimento alla mia zona d’origine. Ma vorrei anche espandermi. Il mio primo singolo è in Napoletano, anche per fare più presa e farmi conoscere a Casal di Principe e nei paesi limitrofi ma i prossimi pezzi saranno in Italiano. Il mio genere rimarrà sempre Rap/Trap. Il tutto con l’intenzione di far sentire la mia voce e dire che i Casalesi non sono soltanto quello che sanno tutti.

Che messaggio vuoi lanciare ai tuoi fans?

Se qualcuno ha un talento, un sogno oppure una passione è importante farsi avanti. Ci si può realizzare nella musica come in tutte le altre arti se si lavora bene e con passione.

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