Contro il trasferimento della rettrice del Convitto di Maddaloni è coro di proteste: lettera di chiarimenti al Ministro

Reso noto nei giorni scorsi, il traferimento della rettrice Maria Pirozzi dal Convitto Giordano Bruno di Maddaloni ad altra sede di Capodrise ha suscitato sconcerto e proteste soprattutto da parte di alcuni genitori e allievi della struttura scolastica.

E oggi, contro la decisione di trasferimento della professoressa che negli ultimi tre anni ha dedicato gran parte delle sue attività al risanamento finanziario del Convitto, è stato il personale del Convitto e degli istituti ad esso connessi ad inoltrare una richiesta di chiarimenti al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, alla Presidenza della Regione Campania, al Sindaco di Maddaloni, alla Direzione Generale all’Istruzione della Regione, al all’Ufficio Scolastico regionale e provinciale, nonché al Vescovo di Caserta Giovanni D’Alise.

“Il personale del Convitto Nazionale “G. Bruno” di Maddaloni (CE)  – si legge nella lettera – e degli istituti ad esso annessi (Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I grado, Liceo Classicoe Liceo Classico Europeo), spontaneamente riunitosi in assemblea il giorno 16/07/2019, intendono con la presente esprimere:

– sconcerto per un provvedimento di trasferimento, dopo appena un triennio, apparso non solo irrituale (a fronte delle pluriennali riconferme di cui la stragrande maggioranza dei Dirigenti nella Provincia è stata destinataria), ma anche illogico. I risultati conseguiti in termini prettamente didattici e formativi nel triennio, in ossequio alla normativa, sono stati resi pubblici nel RAV ed è quindi alla luce del sole il successo educativo anche in termini di prosecuzione degli studi superiori, grazie anche al lavoro compiuto in rete con altri istituti Convitto Nazionale “GIORDANO BRUNO” sul territorio in qualità di scuola capofila.

Lo stesso valga sul versante economico di una realtà scolastica tanto complessa che, grazie ad una oculata gestione e all’assoluta trasparenza dell’operato, ha visto il bilancio ritornare in attivo dopo anni di difficoltà finanziaria conclamata (come si evince dalla rendicontazione, resa pubblica per la prima volta dopo un lungo periodo di disattenzione, che mostra un avanzo di diverse centinaia di migliaia di euro); vale la pena altresì far riferimento ad un recente accordo che ha permesso di recuperare alla scuola numerosi ed ampi locali di proprietà della Provincia, fino a pochissimo tempo fa destinati a deposito o sfruttati indebitamente da associazioni private creando situazioni di danno erariale a carico dell’Amministrazione;

– disappunto nel constatare che l’impegno rispettoso di tutte le normative vigenti e la diuturna opera di denuncia di situazioni gestionali pregresse – su cui non ci permettiamo di esprimere alcuna valutazione, da cittadini di uno stato democratico di diritto fiduciosi che la magistratura farà piena luce in merito – vengano di fatto vanificati (o perlomeno fortemente penalizzati) con il trasferimento della D.S.; non possiamo che restare attoniti nel rinvenire, tra le premesse del provvedimento di cui in epigrafe, motivazioni che senza alcun dubbio non intravediamo nell’opera della D.S. trasferita.

Riteniamo che l’impegno della stessa sia stato sempre profuso in difesa del diritto allo studio ed in difesa della dignità dell’istituzione stessa; è fuori di ogni ragionevole dubbio il rispetto della professionalità di ciascuno nell’istituzione mostrato dalla D.S. Pirozzi, attraverso il costante sostegno ed ascolto nei confronti di docenti, collaboratori, alunni e rispettive famiglie. Non si può che essere basiti nell’assistere alla riassegnazione di una Dirigente che ha sempre garantito un clima lavorativo collaborativo, produttivo, sereno ed aperto;

– amarezza nel constatare che le buone pratiche, a chiacchiere propalate da ogni pulpito, nel loro normale esercizio non siano state percepite in tal senso e che attraverso un provvedimento di riassegnazione si azzerano i risultati conseguiti dall’intera comunità scolastica nel corso del triennio, grazie all’alta  rofessionalità e alla grande determinazione della D.S. Non siamo certo noi a dover ricordare all’USR che la D.S. Pirozzi ha condotto personalmente una serie di validissimi corsi di formazione diretti a insegnanti e dirigenti scolastici, ottenendo generale approvazione;

– preoccupazione per una istituzione prestigiosa, la più antica della Terra di Lavoro, istituita nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nella quale risulta impiegato un personale docente ed educativo che consta di 195 unità, insistenti su una platea scolastica di 1.112 alunni. In virtù del risanamento economico di cui sopra, la mole e l’importanza dei progetti che a vari livelli sono stati portati avanti nell’Istituto, per impulso e per iniziativa della D.S. Pirozzi, è cospicua;

alcuni esempi per tutti sono l’implementazione del Liceo Classico per i Beni Culturali, la richiesta di attivazione della curvatura biomedica, le reiterate richieste di attivazione di un indirizzo musicale e della scuola dell’infanzia; e, per quanto concerne le strutture, il risanamento delle coperture con rifacimento di solai e sottotetto, l’adeguamento degli impianti e più in generale una seria e costante applicazione delle procedure per la sicurezza sui luoghi di lavoro (completamente disattese dal 2003), testimoniata da un dialogo costante con la Provincia. Non è fuori luogo menzionare una pratica in corso di risoluzione per sistemare la pavimentazione del salone monumentale, particolarmente onerosa in termini di spesa.

Il nostro giustificato timore è vedere interrotta la virtuosa continuità di tali progetti, che riguardano le strutture, l’offerta formativa, il miglioramento. Se questa tragica eventualità si verificasse, la ricaduta negativa sul diritto allo studio dei giovani del territorio sarebbe incalcolabile.

Considerato tutto questo, manifestiamo il nostro disorientamento per un cambiamento prematuro e sorprendente, avvenuto in un momento critico dell’attuazione di meccanismi e procedure; momento nel quale era assolutamente necessaria una continuità per il loro consolidamento e la loro stabilizzazione.

Riteniamo fermamente che l’USR Campania debba riflettere sulle conseguenze estremamente negative che tale provvedimento avrà su quel diritto allo studio sancito dall’art. 34 della Costituzione ed auspichiamo che l’Amministrazione receda da questa impopolare decisione”.

 

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