Trasporti a Caserta, storia della denuncia di una privata cittadina alla Comunità Europea

A breve la costituzione formale di un Comitato Cittadino per i trasporti pubblici

La questione trasporti pubblici a Caserta è da tempo un problema di non facile soluzione per la città. Da una parte la mancanza di una cultura di base che inviti a lasciare l’auto a casa e ad utilizzare l’autobus per raggiungere i vari punti di un territorio urbano, in definitiva nemmeno troppo esteso, se non si vuole considerare il restante territorio provinciale.

Dall’altra una carenza storica nella gestione delle varie imprese che da almeno 20 anni si sono occupati dei mezzi su gomma al servizio dei cittadini.

Da qualche mese, anzi precisamente dal primo settembre, il servizio di trasporto pubblico a Caserta e Provincia è stato preso in gestione da Air Mobilità che è andata a sostituire l’uscente CLP.

4 depositi che coprono il territorio della provincia di Caserta e di 1 in provincia di Napoli. Un piano disegnato in poco tempo che ha fornito i depositi di Piedimonte e di Comiziano e di CTP, per la struttura di Teverola.

Il comunicato dell’azienda ad agosto scorso annunciava “Saranno in circolazione 140 pullman, che garantiranno i servizi nella provincia di Caserta”.

Eppure il servizio pubblico continua ad essere carente, corse mancate, tratte non coperte, ritardi e disservizi, generando sfiducia, stanchezza e disamore per l’offerta nei cittadini che pur necessitano di un servizio preciso e puntuale.

Tra questi Francesca Brizzi, cittadina attiva, da sempre impegnata nell’osservazione delle carenze urbane. Stanca tra gli stanchi la signora Brizzi ha avviato una vera e propria serie di analisi, indiagini e conseguenti segnalazioni dei disservizi manifesti, fino ad arrivare alle denunce. Questa la sua testimonianza.

Nel 2016, stanca di parlare con persone , donne, ragazzi e anziani che lamentavano di non potersi spostare per lavorare – ci racconta – e dopo aver fatto numerosissime segnalazioni, decisi di studiare la situazione per poter denunciare.

Misi in atto quello che è stato un vero e proprio esperimento sociale, scelsi di vivere per mesi utilizzando sempre e solo  gli autobus.

Chiaramente mi munii di doppio telefono per poter dimostrare giorno ed ora. Ho iniziato così  a prendere il bus ogni mattina, pomeriggio e sera, finanche la notte, tutti i giorni, seguendo gli orari e le linee segnate on line sul sito dell’allora Clp”.

“Dopo un lungo e difficilissimo lavoro – continua la lettera della signora Brizzi –  formulai una interrogazione parlamentare presentata poi dalla parlamentare Vilma Moronese e al contempo una interrogazione in Regione Campania.

Fu altresì prodotto un video che riepilogava tutto il lavoro svolto e la drammatica risultante, vale a dire che il Trasporto pubblico non esisteva e i bus che passavano erano solo il 20/30% di quelli indicati sul sito.

Se fosse possibile, nel 2018-19 le cose peggiorarono addirittura, furono eliminate 70 corse in tutte le frazioni (22), e così dopo aver presentato una petizione al Comune di Caserta, sviluppammo, insieme ad altri “studiosi”, un ulteriore video di denuncia.

Il documento video smentiva le affermazioni del Sindaco Carlo Marino che dichiarava, con la CLP, che l’eliminazione del servizio, era dovuta alla decisione di sviluppare un numero maggiore di linee dirette a Napoli. Una scelta, a nostro avviso, assolutamente inutile per un Trasporto Pubblico locale già così carente se non inesistente”. https://youtu.be/qhzryumX0PA

Ai giorni nostri.
“E siamo all’anno 2021. Come tutti sappiamo a Caserta è arrivata la Air Mobilità che ha sostituito la fallimentare Clp.

E cosa succede? Questa azienda che avrebbe dovuto cominciare il 1 settembre, non riesce ad effettuare nemmeno il minimo garantito, locando bus un pò qui ed un pò li, senza criterio, senza autisti preparati, senza biglietterie, priva anche di servizi di informazioni, e con autobus che coprono corse soltanto al 50%, quando va bene.

lntanto il Comune di Caserta sta per ricevere finanziamenti per progetti che chissà se verranno mai attuati. Progetti studiati da chi forse non ha mai preso un autobus e non vive la condizione dei cittadini casertani.

Ho deciso di denunciare, cosa che già avevo fatto in precedenza, alla Autorità dei trasporti Italia, e portare fino alla Comunità Europea, la nostra condizione di degrado, che al momento ritengo non sia esperita neanche dai paesi del 3° mondo.

In tutti i paesi d’Europa, se non del mondo, non esiste una città che non abbia un trasporto Pubblico, che peraltro viene comunque pagato dai cittadini: l’azienda infatti continuerà a prendere soldi a fine anno in base ai kilometri segnati on line e non in base a quelli realmente percorsi”.

E infine l’appello:

“Stanchi di combattere da soli stiamo per dare vita ad un comitato, ma qui abbiamo bisogno di persone che vogliano combattere con noi con forza, contro uno status quo ormai intollerabile, per portare l’obiettivo a casa e riuscire finalmente ad avere un servizio pubblico decente in questa città. Caserta se lo merita”.