Tumore alla prostata, pericoloso ma sottovalutato e sconosciuto

Si parla spesso e giustamente del tumore al seno, della sua pericolosità e della necessità per le donne della prevenzione e della diagnosi precoce. Al contrario regna la disinformazione riguardo il tumore alla prostata: secondo le statistiche, gli uomini lo ritengono poco pericoloso nel 31% dei casi.

A parlarne è il dott. Vincenzo Mirone, professore di Urologia all’Università di Napoli in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute maschile, promossa anche dal movimento globale Movember e a cui aderiscono la Società Italiana di Urologia e l’azienda farmaceutica Janssen. “Quella maschile è una percezione dovuta al fatto che il tumore alla prostata viene stimato curabile con vari metodi ed anche diagnosticabile con qualche esame che non ricordano di preciso. Una minoranza di uomini invece lo considera un tumore molto diffuso, che limita l’uomo fisicamente, creando un importante stato depressivo che incide sulla qualità della vita quotidiana e su quella sessuale”. L’esperto indica tuttavia che, grazie ai progressi della ricerca, “anche per questa patologia ci sono nuove prospettive in termini di terapie che hanno dimostrato di stabilizzare la malattia a lungo termine”. Si tratta di terapie senza chemio, indicate anche in pazienti con un tumore aggressivo, metastatico già alla diagnosi. “Questi casi, che normalmente fino a oggi sono stati trattati con ormonoterapia in combinazione a chemioterapia, possono essere affrontati oggi con questi nuovi agenti terapeutici”.