Tutti pazzi, ancora, per Mia Martini. Successo per la fiction trasmessa dalla Rai con Serena Rossi

E continuo sulla stessa via sempre ubriaca di malinconia, io non so l’amore vero che sorriso ha, pensieri vanno e vengono la vita è così“ mai parole più azzeccate per descrivere quella malinconia che è diventata con il passare degli anni una malattia cronica dei  nostri tempi ma che può essere interpretata solo da voci autorevoli e patetiche come quella di Mia Martini; non a caso sono proprio i versi di “Minuetto”, scritta da Franco Califano per la cantante calabrese, a cantare le sorti di una donna fragile ormai abbandonata nello sconforto per un amore non genuino per quanto passionale, una donna che però è ben distante dalla reale personalità dell’interprete.

Ad omaggiare Domenica Bertè in arte Mia Martini  è stato un prodotto cinematografico della regia di Riccardo Donna dal titolo “Io sono Mia“ andato in onda in prima visione martedì sera su Rai Uno, a ridosso del Festival di Sanremo, dove ancora una volta il cognome Bertè tuona grazie alla performance di Loredana Bertè (classe 1950 ) tanto da risultarne la vincitrice morale dopo ben quattro standing ovation di un pubblico non sempre clemente con gli artisti in gara.

Proprio in “Io sono Mia“ il rapporto contrastante tra le sorelle più celebri della musica italiana e la critica è svelato senza alcuna censura, la stessa ipocrisia che invece ha minato la carriera della Martini; nel film infatti vengono non solo ripercorsi gli esordi e la complessa vicenda famigliare ma anche i periodi bui segnati dalle infamie di alcuni impresari, tanto che agli occhi dell’opinione pubblica l’artista divenne una sorta di untrice o portatrice di sfortuna, per poi concludersi con la memorabile partecipazione al Festival di Sanremo del 1989 con “Almeno tu nell’universo“ dopo un lungo silenzio .

Serena Rossi interpreta Mia Martini

Una brava Serena Rossi

Ad interpretare un’artista dalla psicologia complessa e quasi imperscrutabile è stata una versatile Serena Rossi che a detta della stessa Bertè non solo è riuscita a riprodurre movenze e usualità della sorella ma anche a vestirsi di quella malinconia che fu la chiave di volta per interpretare grandi successi, d’altra parte ciò che ne risulta non è un ritratto di fragilità caratteriale ma viene messa in luce la puntualità dell’artista nel suo lavoro ma anche le sue intemperanze e la determinazione.

A differenza di molti commenti negativi in merito al prodotto targato Rai, da taluni ritenuto riduttivo e quasi fuorviante (come accadde con il film in memoria di Dalida nel quale  a detta di alcuni la donna si veste di una passionalità non proprio nelle sue corde), in molti sono stati a ritrovare in questo prodotto cinematografico un tenero omaggio nei confronti di una delle voci più emozionanti dei nostri tempi. Il ricordo di Mia Martini vivrà ancora una volta con una raccolta di tutti gli album dell’artista a partire dal 12 febbraio 2019 con la prima uscita con il settimanale “Sorrisi e Canzoni“.