UCS Diocesi di Caserta, Festival Laudato Si: Zuppi intervistato dal Direttore de L’Osservatore Romano

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Il cardinale Matteo Zuppi dialogherà con il Direttore de «L’Osservatore Romano», Andrea Monda, il 27 settembre nell’ex Macrico a Caserta

Il Presidente della Cei visiterà prima l’area dell’ex caserma e poi parteciperà a una tavola rotonda

Sarà il Direttore de «L’Osservatore Romano» Andrea Monda a dialogare con il Presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana, mercoledì 27 settembre, nell’ex Macrico di Caserta.

Un appuntamento inedito: le due personalità non si erano mai incontrate prima per un dibattito pubblico. Si parlerà di tempo del creato, migranti e ovviamente della ex Caserma Macrico, che sia il cardinale Zuppi che Andrea Monda visiteranno mercoledì prossimo prima del confronto pubblico. L’appuntamento per l’accesso all’area è dalle 17 (la manifestazione è aperta a tutti). Il dibattito è anche l’occasione per inaugurare il Festival dedicato alla «Laudato Si», l’enciclica di Papa Francesco, nell’ex caserma di Caserta, trasformata dalla Diocesi in un campo di pace, accoglienza e condivisione per i casertani e per tutti gli uomini di buona volontà.

Bruno-Cristillo-Fotografo
Terrazza Leuciana
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E’ l’idea del vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, per trasformare l’ex caserma militare, luogo per definizione bellico, in uno spazio che verrà intitolato proprio alla enciclica del Pontefice come: «Campo Laudato Si». Il Festival, alla prima edizione, costruito tutto sul rispetto dell’ambiente e sulla partecipazione civica, è il tentativo della Diocesi di coniugare la presenza delle persone nella struttura con quello di diventare un luogo di riflessione e confronto per tutto il Paese.

«Il Festival Laudato si’ – spiega monsignor Lagnese nella lettera di invito ai casertani – si terrà nell’area in passato nota come Macrico, da tanti anni in stato di abbandono e attualmente di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento Clero di Caserta. Quell’area, un tempo giardino dell’episcopio, e successivamente utilizzata prima come campo di addestramento militare e poi come centro di rimessaggio per mezzi corazzati, sarà nei prossimi anni restituita alla sua vocazione originaria e messa a disposizione dei cittadini come bene comune: ritornerà a essere un giardino, un campo di pace e di vita, d’incontro, di inclusione e di dialogo tra generazioni».