Ultimo mixtape del dj casertano Manuel Salanti: disponibile ORA su SoundCloud (nostra intervista)

Manuel Salanti

A Caserta, si sa, è difficile emergere, soprattutto nella musica; esistono però, fortunatamente, delle eccezioni in questo campo, soprattutto negli ultimi anni. Siamo andati, dunque, alla scoperta di nuovi talenti nel campo della musica casertana.

Oggi abbiamo intervistato il FONDATORE E DJ DEL COLLETTIVO MAGNOLIA808, Manuel Salanti AKA MANUELTIME; classe 1997, di Maddaloni, con una grandissima passione per la musica, in particolare modo per la trap.

 

Chi sei? Come mai Manueltime?

Sono un ragazzo di 23 anni che studia economia e che spera di laurearsi nonostante si presenti agli esami con i capelli verdi.

Manueltime invece prende spunto da un videogioco a cui giocavo da piccolo: “Bugs Bunny lost in time”. La trama del gioco racconta dell’avventura di Bugs Bunny che, smarritosi nel tempo, parte in un viaggio attraverso le epoche nel tentativo di tornare al presente. Mi affascinava molto l’idea di questo viaggiatore che girovagava di continuo nel tempo alla ricerca di chi sa che cosa.

 

Come è nata la tua passione per la musica?

E’ nata in maniera abbastanza naturale, mio padre suonava la chitarra e mi ha sempre fatto ascoltare tanta musica fin da bambino.

Alla fine tutto è venuto da sè, scoprivo tanta musica e avevo l’istinto di farla ascoltare anche agli altri, quindi, quando magari si organizzavano le prime feste tra amici, io ero quello che preparava i cd a casa. Ancora ora quando sono in macchina con gli amici se non decido io che musica ascoltare mi sento quasi male.

Come tutte le cose si comincia per caso, ma quando lo fai e ti rendi conto che ti fa stare bene, scatta qualcosa in te che dice ” è proprio questo quello che voglio fare”.

 

Quali artisti ti hanno ispirato?

Lucio Battisti, David Bowie e la Dark Polo Gang.

 

Influenze musicali?

Mi ispiro molto ai dj stranieri e soprattutto a quelli della scena londinese. Proprio lo scorso anno sono stato invitato a Londra da Balami Radio: vederli suonare dal vivo mi ha davvero aperto gli occhi, ho capito quanto in Italia siamo indietro, ma essendo un movimento agli albori credo sia inevitabile.

Per quanto riguarda la musica, mi piace tutto quello che è diverso, tutto quello che è estremo, chi magari prova a cambiare le regole del gioco. E’ questo quello a cui penso quando faccio musica: a creare un mio stile, qualcosa che nessun altro abbia. Così sono anche nella vita, mi piace indossare cose che metto solo io, magari mettere cose che gli altri considerano strane solo perché  fuori dai soliti canoni. Odio seguire le mode, l’importante per me è essere libero di fare ciò che mi pare.

 

Come si diventa dj?

Mi sono sempre sentito un dj anche se non suonavo, ho sempre ascoltato e scelto tanta musica per me stesso. Andavo alle feste e mi concentravo su come suonassero i DJ e immaginavo cosa avrei suonato io. Cominciavo già a suonare in giro, ma sempre piccole cose e soprattutto tutt’altri generi. Non facendo parte di determinati “giri” nessuno mi aveva mai dato la possibilità di fare qualcosa di importante. Allora un giorno pensai “ora creo il mio party e ci suono anche” e così poco dopo è nato Magnolia808.

 

Parlaci di Magnolia.  Quando e come è nata?

Magnolia è nata a Milano 3 anni fa, avevo 19 anni ed era la prima volta che salivo su a trovare amici, caso volle che lì c’era Carlo (Lovesosa, mio attuale socio) che aveva vinto dei biglietti ad una lotteria di Sky gli stessi giorni. Lui lo conoscevo solo di vista, era amico di amici, ma sapevo che era appassionato di trap. Ci beccammo per cena e da lì cominciammo a mettere i primi mattoni del progetto.

Da quella serie di coincidenze è nato tutto. Caserta negli ultimi 20 anni è stata dominata dall’house e dalla techno, non c’era mai stato un movimento del genere, per questo credo siamo stati un bello spartiacque, ma ovviamente all’inizio è stata tosta, sopratutto perchè nessuno di noi aveva mai lavorato nel mondo delle feste e molti nemmeno le frequentavano, ci piaceva solo tanto la trap. Al momento abbiamo quasi concluso la nostra terza stagione, ed abbiamo ospitato sia artisti stranieri che artisti nazionali anche abbastanza grandi rispetto al bacino d’utenza che abbiamo vivendo a Caserta, rispetto magari a grandi città come Napoli, Roma o Milano.

 

Che rapporto hai con gli altri membri del gruppo?

Un rapporto che va ben al di là di quello lavorativo, quando senti le stesse persone tutti i giorni da 4 anni arrivi ad avere legami forti con loro, sai quando hanno una giornata no e magari rispondono male, ti accorgi di quando sono felici, condividi tante esperienze belle o brutte che alla fine ti legano tanto.  Abbiamo un gruppo whatsapp in cui siamo costantemente in contatto: in pratica è come avere una relazione.

 

Che cos’ è la trap?

Se dovessi spiegarla in maniera semplice direi che è l’evoluzione di un vecchio genere (l’Hip Hop), fatto con basi più allegre e da gente più colorata e con l’autotune. Il punto di rottura principale rispetto al passato è che non serve più avere qualcosa da dire ma serve dirlo con stile.

 

Parlaci del mixtape. Come mai “Never Sleep”?

Di natura sono una persona iperattiva, ho mille interessi, voglio fare continuamente cose, stare sempre in giro, non riesco proprio a stare fermo.

Never Sleep  è un po’ il mio mantra, con la vita che conduco spesso sto sveglio la notte, ma non è semplicemente questo: credo che per essere migliori degli altri bisogna lavorare più degli altri, anche quando gli altri dormono.

Never Sleep vuol dire questo, stai sveglio, datti da fare, non dormire e dacci dentro più degli altri.

 

Idee personali/musicali su ciò che fai? Perchè proprio la trap?

Ho da sempre ascoltato tutti i generi musicali, questo credo mi influenzi molto. Il mio genere principale è stato l’hip hop, per più di 10 anni ho ascoltato gente che andava a tempo e comunicava dei messaggi. Ora per rigetto mi piace tutto l’opposto, sono così annoiato da quei canoni che ora mi interessa solo chi va fuori tempo, chi fa cose strane, chi fa l’opposto di quello che si è fatto per anni. Alla fine la trap è questo, prendere l’hip hop e rovesciarlo. Se la guardi da questo punto di vista la trap è un po’ il nuovo rock.

E’ tutta una questione di evoluzione, se non lo capisci credo che tu sia rimasto qualche gradino indietro.

 

Progetti futuri? Dove ti piacerebbe suonare prossimamente?

Per quanto riguarda la musica mi piacerebbe pubblicare qualche produzione, ho ripreso ad andare in studio ed è una dimensione in cui mi trovo molto a mio agio. Al momento sto lavorando con Dalaixv e D’oranje, due artisti che ritengo molto validi e di cui sicuramente sentirete parlare presto.

Sto lavorando per fondare un’etichetta discografica, con l’obiettivo sia di produrre la mia musica che di dare un mano a qualche giovane artista del posto.

Vorrei inoltre suonare anche all’estero, mettere la bandierina in qualche città europea sarebbe il massimo, nei prossimi mesi ho delle date in Italia e vediamo un po’ che succede.

Musica a parte, sto progettando di prendere casa da solo e spero di riuscirci presto, non capisco come si faccia dopo una certa età a non sentire l’esigenza di vivere da soli.

 

Sei ambizioso? Sogni?

Sì, molto. Mi piacerebbe produrre dei dischi, magari non fare solo trap, ma confrontarmi con generi diversi, anche fare pop, musica per le radio, ma sempre con il mio stile, e magari fare robe tipo Sanremo.

Alla fine però, penso che la musica sia solo un piccolo aspetto della nostra vita; sarebbe bello riuscire a lasciare un segno anche in altri campi, fare cose più importanti, la musica è solo il 5%, il mondo è pieno di cose da fare.

 

Punti alla fama o lo fai solo per amore della musica?

Credo davvero in quello che faccio, non è per i soldi. E’ ovviamente solo per la gloria, ce l’ho anche tatuato.