Un concerto dedicato alle donne all’Associazione FIDAPA di Gragnano tenuto dall’Ensemble “da Baubò a Beatrice”

Ieri sera l’Ensembleda Baubò a Beatrice“, un quintetto di musica d’insieme al femminile formatosi sei mesi fa in occasione della giornata della donna, ha tenuto un concerto nella Chiesa di San Leone Magno a Gragnano, presso l’Associazione F.I.D.A.P.A., impegnata nel volontariato e nel sociale, la cui responsabile è Elvira Longobardi.

La F.I.D.A.P.A.

Elvira Longobardi

La F.I.D.A.P.A. è un movimento d’opinione nato nel 1929 in America – come ci ha detto Elvira Longobardi, presidente dell’Associazione FIDAPA di Gragnano – e poi si è estesa in tutto il mondo. La FIDAPA a livello internazionale è la BPW Italy. Poi abbiamo la Fondazione FIDAPA e la FIDAPA a livello nazionale. C’è una presidente internazionale e poi ogni Stato ha la sua presidente. Inoltre, in ogni Regione vi sono varie sezioni raggruppate in distretti. La FIDAPA si occupa di problemi femminili, ma soprattutto si occupa di fare cultura sul territorio nel quale opera per far emergere la donna nel campo delle arti, delle professioni e degli affari. Quindi dà messaggi di cultura in ogni campo ma alo stesso tempo sottolinea l’importanza della parità di genere, parità che come sappiamo non significa disparità ma avere dei ruoli, anche se differenti, anche nella diversità di genere. La diversità di genere deve arricchire e non dividere.

Un concerto dedicato alla figura femminile

Il programma e’ stato improntato alla celebrazione della donna nella storia, nell’evoluzione sociale, economica e culturale dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri.

Il concerto è stato sviluppato su un canovaccio documentale che, proposto dalla flautista Silvana Lucibello, docente di filosofia, ha portato per mano i numerosi ascoltatori nel mondo femminile dei secoli passati attraverso letture, passi della Bibbia ed articoli di legge: in sostanza le donne, pur avendo diritto alla parità con l’uomo, non ne hanno mai potuto beneficiare veramente. Perchè,ci chiediamo? Mah, forse perché le donne sono sempre un passo più avanti degli uomini

A detta di molti sapienti,  le donne hanno fatto la differenza nell’educazione dei popoli, alleandosi a volte con i propri uomini in guerra o rimboccandosi le maniche in caso di necessità e ciò ha creato nei potenti difficoltà ad ammetterlo.

Dalla creazione del mondo alle scoperte scientifiche la donna ha investito tutte le sue capacità nello studio, la ricerca e la difesa dei deboli; la cultura le è stata spesso negata, ma lei non si è arresa, scrivendo, componendo, sperimentando. Non a caso i brani proposti ieri sera sono in parte scritti da autrici, in parte dedicati a personaggi femminili, nel caso specifico eseguiti da sole donne.

La successione delle musiche per insieme da camera (flauti, cembalo, voce e violino) ha seguito una cronologia temporale e stilistica, partendo dal 1500 fino ai giorni nostri (Frisina).

A conclusione del concerto il gruppo ha distribuito agli spettatori il testo della canzone finale “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia per poter cantare tutti insieme.

Programma 

“Che si può fare” di Barbara Strozzi
“Trio delle dame” di Georg Philipp Telemann
“Ave Maria ” di Giulio Caccini
“Gagliarde ” di Giovanni Maria Trabaci
“Suave melodia” di Andrea Falconiero
“Sogno” di Robert Schumann
“Summer dreams” quattro mani di Amy Beach
“Magnificat ” di Marco Frisina
“Nada te turbe” di Marco Frisina
“Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia

Ensemble da Baubò a Beatrice

Soprano: Francesca Paola Zaza D’Aulisio
Cembalo e Piano: Maria Gloria D’Alterio
Flauto dolce: Silvana Lucibello
Flauto dolce: Maria Agnese Antenucci
Violino: Silvia Palmieri