Un esilarante Massimo De Matteo nella sua originale interpretazione de “Il medico dei pazzi”

Il medico dei pazzi
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Questi fine settimana, al Teatro Parravano di Caserta è andata in scena la prima della celeberrima commedia di Eduardo Scarpetta “Il medico dei pazzi“, rappresentata dalla Compagnia Teatrale diretta ed interpretata da Massimo De Matteo con la regia di Claudio Di Palma.

Sabato 12 novembre è tornato l’atteso appuntamento de “Il salotto a teatro“, ideato e moderato da Beatrice Crisci, momento di intercomunicazione tra il pubblico presente e gli attori, un susseguirsi di domande, curiosità e scambi emozionali.

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Come tutte le commedie anche questa, dietro grandi ilarità e divertimento puro, nasconde un tema sempre attuale, quello della insoddisfazione e la mancata realizzazione di sé.

Come affermato anche dall’Assessore alla Cultura del Comune di Caserta, Enzo Battarra, nel suo intervento, tre sono i temi sottesi alla piece di ieri sera: la mancata riuscita dei propri progetti e la vergogna nel volerlo comunicare, la ludopatia e il bisogno di avere qualcuno cui confidare i propri segreti ed aspettarsi dallo stesso un aiuto risolutivo, vivere una condizione di insoddisfazione.

Il protagonista, infatti, Ciccillo, é un finto laureato che sperpera i soldi con cui lo zio (Felice Sciosciammocca) lo sostiene e non ha il coraggio di rivelarglielo, debiti compresi. Così si genera una serie di equivoci con cui il giovane si nasconde ed evade le sue responsabilità.

Con una scenografia luminosa e colorata, lo spettacolo ha evidenziato bravura e professionalità da parte di tutti gli attori, presenza scenica interessante nei cambi di posizione e nei movimenti, bella impostazione vocale, efficacia nelle battute e nei silenzi: quello che in realtà è proprio il ritmo della recitazione in teatro.

Come è stato ribadito nel dibattito, ciò che il teatro deve dare al pubblico è l’unicità che il mezzo televisivo oggi ha tolto, respirare l’aria dell’essenza delle parole, la forza dei sentimenti e lo spirito di corpo che fa della scena un’unica famiglia.

I due atti della commedia sono volati via in un baleno, con una conclusione molto originale della scenografia in movimento: un carrello ha fatto avanzare il pavimento con solo il protagonista, il quale si interroga sulla sua condizione psicologica, mentre gli altri rimangono sullo sfondo, secondo piano, considerati ora in modo marginale.