Un libro sulla città di Capua nel XV secolo scritto dal prof. Francesco Senatore e presentato a Napoli

Di solito è raro vedere qualche nuova pubblicazione o articolo sulla storia delle nostre città anche negli ambienti accademici, fino a quando non vi è l’eclatante notizia di qualche grandiosa scoperta. Con mia grande gioia e meraviglia, quando mi è stata indicato questo incontro, ho deciso subito di informare il pubblico.

Il libro, di taglio specialistico, intitolato “Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo”, scritto dal prof.re Francesco Senatore, docente di Storia Medievale alla Federico II di Napoli e membro della Società Napoletana di Storia Patria, verrà presentato a Napoli, alla Fondazione del Banco di Napoli, in via Tribunali giovedì 30 maggio ore 17:30.

A parlarne saranno docenti di storia e istituzioni medievali e moderne come il prof.re Piero Corrao dell’Università di Palermo,  il prof.re Marco Gentile dell’Università di Parma ed il prof.re Giovanni Muto, insegnante di Storia Moderna all’Università Federico II di Napoli nonché socio della Società Napoletana di Storia Patria; modera Giancarlo Abbamonte, docente di Filologia Classica alla Federico II di Napoli e responsabile attività culturali della Fondazione Banco di Napoli.

Nella presentazione della locandina si spiega, in linee generali, l’importanza storica del libro:

“Attraverso una rigorosa analisi di fonti archivistiche, il volume propone una microstoria istituzionale della Capua quattrocentesca, durante i regni D’Angiò Durazzo e D’Aragona, di notevole interesse per la complessità del quadro politico e sociale che ne risulta. Vincendo tradizionali letture semplificatrici, spesso fortemente condizionate dall’ansia di comparare le vicende meridionali con quelle coeve del centro e nord della Penisola, l’autore pone in luce la peculiarità dei rapporti tra la Corona e le élites locali, con i forti tratti di collaborazione che caratterizzavano le relazioni tra il centro e la periferia, categorie queste ultime anche significativamente poste in discussione nello studio, almeno nell’accezione tradizionalmente contrappositiva. Importanti le acquisizioni sul piano della costituzione materiale del Regno e la vicenda dei suoi apparati amministrativi, connotati da una singolare dialettica tra forme in progressivo consolidamento e forte incidenza dei rapporti personali con il re, costante e pervasiva presenza nelle dinamiche di potere. Insomma, il vaglio meticoloso d’una notevole mole di fonti fa di Capua un luogo d’osservazione della diversificazione istituzionale del Regno, ponendo in discussione molti giudizi stereotipi e tralatici, e fornendo l’occasione per una discussione sulla storia meridionale assai utile alla conoscenza della formazione delle sue dirigenze e delle relative mentalità, dei rapporti tra i ceti e le istituzioni, del sovrano con i propri apparati ed, in un’espressione, del complesso intreccio d’interessi, aspirazioni, alleanze e conflitti attraverso cui la storia delle comunità si svolge nel tempo”.

Sfogliando il libro, si osserva che l’importante città di Capua viene analizzata in un quadro storico ben preciso, il ‘400 appunto, partendo dal territorio, per passare all’amministrazione, all’università, alle differenze sociali, al rapporto dei cittadini con il sovrano ed all’istituzione del regno. Inoltre ricco è l’apparato documentale, in cui sono inseriti, tra i svariati documenti, gli statuti e le biografie degli antichi nobili capuani, aggiornate e spesso introvabili. In breve, chiunque voglia approfondire un aspetto storico, sociale ed antropologico può benissimo consultare il manuale del prof.re Senatore.

Un appuntamento storico importante anche per rivalorizzare ulteriormente la storia della città di Capua, spesso sconosciuta ai più.