Una domenica a… Dragoni

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In questo nuovo appuntamento, care lettrici e cari lettori, visiteremo un paese, forse poco conosciuto, in provincia di Caserta, Dragoni, che si trova alle falde del Monte Melito, con numerose frazioni (San Marco, Aschettini-Chiaio, San Giorgio, Pantano, Trivolischi, Maiorano) di cui parlerò in altri articoli. Per saperne di più, si può leggere Dragoni – il territorio, la storia, le tradizioni del prof.re Mario Fabrizio ed i lavori on line degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado E. Fermi.

Un luogo incantevole, dove si possono fare escursioni in natura e scoprire tante curiosità tra piante ed animali. Per chi non lo sapesse, alcune scene del Decameron di Pier Paolo Pasolini sono state girate in queste zone.
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Dragoni in realtà non è il nome originario del luogo ma Traguni, come si legge nel Chronicon Vulturnense, opera scritta dal monaco Giovanni intorno al 1130; menzionato anche nella bolla per la consacrazione di Stefano Minicillo, vescovo di Caiazzo tra il 979 ed il 1023, nel X sec. Altri nomi antichi erano Dragone, Tragone o Traggono. Fatto sta che c’è il riferimento al drago, forse in seguito alla venuta dei Longobardi, che introducendo il culto di S. Michele, lo chiamarono così in ricordo della lotta del santo contro l’animale demoniaco. O legato a S. Giorgio che avrebbe lottato contro un drago dalle sette teste (leggenda che richiama la lotta di Eracle contr l’Idra di Lerna).

Bruno-Cristillo-Fotografo
Terrazza Leuciana
Bruno-Cristillo-Fotografo
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Qualche breve cenno storico

Il centro nasce grazie ai Sanniti, successivamente divenne romano e fu devastato dalle invasioni barbariche. I Normanni lo conquistarono nell’XI sec. e fu governato prima dal barone Guglielmo di Montefuscolo ed in seguito da Goffredo di Balbano (1276), la cui famiglia, estintasi nei secoli, governava anche altri centri, tra cui Formicola, Baia e Pontelatone. Da fonti letterarie sappiamo che il castello divenne anche un centro culturale, tanto da ospitare letterati illustri come Giovanni Boccaccio.  Altre famiglie si interessarono al luogo, tra cui i Ruffo, i Marzano, i Gaetani di Laurenzana. Alla fine fu possesso dei Falco di Alvignano. Durante i tormentati anni della rivoluzione napoletana di fine settecento, ospitò molti nobili napoletani mentre nella spedizione dei Mille (1860) si formò la Legione del Matese che controllava il fiume Volturno.

Nel 1945 si decise che doveva essere inserito nella provincia di Caserta, in quanto precedentemente apparteneva a Benevento. Nella Seconda Guerra Mondiale furono numerose le battaglie tra americani e tedeschi, che rastrellarono la popolazione: si ricorda l’eroe Fabrizio Giacomo, che uccise un manipolo di tedeschi che avanzavano verso il paese.

Monumenti

Mi reco dapprima al castello, detto anche rocca dei dragoni, di epoca medievale. L’impianto sannitico originario non c’è stato conservato. Il castrum era quasi inattaccabile, in quanto su tre lati difeso dalle conformazioni geografiche. I resti sono risalenti al IX-XII sec. d.C. Dagli studi condotti e da quanto posso vedere, aveva una doppia cinta muraria, un mastio collocato in posizione centrale, con diverse torri, sia a pianta quadrata sia a pianta rotonda, lungo tutto il percorso murario. All’interno si possono scorgere i resti dell’abitato, come in tanti altri centri medievali, per una maggiore sicurezza degli abitanti, comprendenti scuderie, magazzini, cisterne e luoghi di adunanza. Rimangono ruderi.

Scendo nel paese e visito la Chiesa dell’Annunziata, detta anche Cattedrale, risalente al 1323, nella frazione di Chiaio, con ristrutturazioni nel Cinquecento e nel Settecento. Dalle fonti si legge che vi era anche un ricovero per malati. Ammiro il pulpito, la tela dell’Annunziata ed il coro ligneo. Nella sagrestia si conserva un reperto romano, una tazza a navicella con satiri in marmo. Altre chiese sono quelle di S. Biagio, di S. Marco, di S. Andrea Apostolo, del XII secolo, completamente ristrutturata, di S. Giovanni Battista.

Il marmo di Dragoni

Dragoni era famosa anche per il marmo locale, di cui ha scritto un articolo on line Mario Fabrizio dal titolo Brevissime notizie sul marmo colorato di Dragoni. Il marmo colorato, già conosciuto dai Romani, era di due tipologie: quello a venature gialle e rosse, chiamato broccatello molisano; a color nocciola, denominato nocciolato di Dragoni. Con esso fu costruita la Gran Scala Reale nella Reggia di Caserta.

Scalone Reale Reggia di Caserta 

Sagre e rassegne

Il vino, l’agricoltura, i boschi sono i punti di forza di questo luogo, che da tempo organizza eventi per pubblicizzarli. Il 16 Settembre 2007 la pro loco Traguni organizzò il convegno Viniamoci sulle eccellenze enogastronomiche del territorio. Il 29 ed il 30 marzo 2008 si tenne Dragoni in fuoristrada, in cui alle prelibatezze del territorio si associava la scoperta di sentieri naturalistici. Il 19 ed il 20 settembre del 2015 c’è stata la gara di zucche con la manifestazione Dalla A alla…Zucca. Ultimamente la Pro Loco ha organizzato la Festa dell’albero con la diretta partecipazione di tutti i bambini e gli adolescenti, sempre pronti a difendere la natura. Nel periodo natalizio, invece, è La Tradizionale Laurìa con accensione del tradizionale falò. Diversi agriturismi in zona, nati grazie a progetti di rivalorizzazione e ristrutturazione di antichi casali in pietra, alcuni antichissimi, ancora con la presenza di torri medievali, dove si possono assaporare diversi tipi di pasta fatta in casa (ravioli, tagliatelle), tagli di carne locali (tra cui il maialino nero), formaggi bovini e caprini del territorio (caciocavallo, pecorino), dolci casalinghi, erbe aromatiche raccolte nei boschi (menta montana, erba cipollina, asparagi, timo, finocchio selvatico e funghi, cosiddetti virni) e vini (Casavecchia).