Università Luigi Vanvitelli di Caserta, stamane la presentazione del XXVII Rapporto Immigrazione

A Caserta, presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, sarà presentato il XXVII Rapporto Immigrazione 2017-8, a partire dalle 10:00. Oltre le autorità istituzionali, in primis il prof.re Francesco Izzo, Direttore del Dipartimento di Economia, ci sarà la presenza del Mons. Salvatore Visco, Vescovo della Diocesi di Capua.

Ad intervenire saranno: Mons. Antonio Di Donna, Vescovo delegato regionale Caritas; Mons. Antonio De Luca, Vescovo delegato regionale Migrantes, Dott. Oliviero Forte, Responsabile Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana, Antonio Bonifacio, Delegato regionale Migrantes Campania, Direttore Migrantes Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno; Prof. Diego Matricano, Docente di Economia e Gestione delle imprese.

Le conclusioni a cura del Cardinale Crescenzo Sepe, Presidente della Conferenza Episcopale Campana.

I temi del Rapporto Immigrazione

Uno dei temi affrontati nel testo è il rapporto tra l’informazione giornalistica sul problema dell’immigrazione e i vari provvedimenti che il nostro governo mette in campo, sia riguardo la prevenzione che l’ordine pubblico. Inoltre, il fenomeno viene visto come fonte di pericolo sociale, come è scritto nel testo:

Colpisce constatare che la sensazione di minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico ricondotta all’immigrazione sperimenta dal 2013 una crescita costante. Nel corso del 2017 i telegiornali di prima serata si soffermano per lo più sui flussi migratori (40%), riservando quasi la metà delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. Un ulteriore 34% dei servizi telegiornalistici è dedicato a questioni che mettono in relazione immigrazione, criminalità e sicurezza.

Un altro argomento è la diffusione del fenomeno migratorio, sia regolare che irregolare: nel 2017 l’Asia ha ospitato il 30,9% dei migranti mondiali, seguita da Europa (30,2%), America del Nord (22,4%), Africa (9,6%), America Latina (3,7%) e Oceania (3,3%). In Europa, il maggior numero di immigrati li ospita la Germania, di seguito Regno Unito, Francia e Spagna. L’Italia, invece, ha il primato di regolarizzare i cittadini migranti, per inserirli nella società: non solo africani, ma anche romeni (la maggioranza nel paese), albanesi, marocchina, che si collocano per lo più al Nord Italia (Lombardia e Veneto) e nel resto della nazione.

Si è anche affrontata la presenza numerica dei bambini ed adolescenti stranieri nelle scuole italiane, che sono maggiormente inseriti nel Nord Italia e in minor numero al Sud Italia.

A livello demografico, invece, abbiamo una minore incidenza di natalità da parte delle famiglie straniere, sebbene ancora alto, mentre una maggiore per le famiglie italiane, con l’aumento della richiesta di cittadinanza, attraverso la residenza specialmente al Nord Italia.

La crisi economica vede un quadro diverso tra Nord e Sud per quel che riguarda l’aiuto assistenziale: al Nord a chiederlo sono gli immigrati, di nazionalità marocchina e rumena, con qualche presenza di famiglie italiane, al Sud, invece, gli italani.

Per il campo sanitario, dichiara il testo, il profilo di salute dei migranti si va sempre più caratterizzando per condizioni di sofferenza dovute ad accoglienza inadeguata, fragilità sociale e scarsa accessibilità ai servizi. Alla salute dei migranti, così come alla sua mancanza, concorrono le condizioni di vita nel Paese di provenienza (condizioni pre-migratorie), il percorso migratorio e i livelli di accoglienza e inclusione nel Paese di arrivo (condizioni post-migratorie): i migranti si ammalano anche di esclusione sociale, di fallimento o minaccia di fallimento del proprio progetto migratorio, a volte di povertà e spesso di difficoltà di accesso ai servizi socio-sanitari.

Problemi giudiziari, invece, secondo le ricerche, sono comuni sia agli italiani che agli stranieri, particolarmente gli africani, di sesso maschile; le donne, invece, sono sempre accompagnate da minori. Per i reati:

Nella tipologia dei delitti commessi dagli stranieri prevalgono i reati contro il patrimonio (9.222), seguiti dai reati in materia di stupefacenti (7.430), contro la persona (7.151), contro la pubblica amministrazione (3.061) e contro la fede pubblica (1.630).

Infine, per quel che riguarda la religione, la maggioranza di credenti è cristiana, sebbene c’è una forte presenza di marocchini musulmani, specialmente al Nord Italia.