Venerdì 17, altro che sfiga, si celebra anche la Giornata del Gatto Nero

Che la superstizione abbia da sempre avuto bisogno di simboli non c’è dubbio, ma il fatidico venerdì 17, a tratti intercambiabile con l’altro giorno “sfigato” venerdì 13, quasi quasi non fa più paura a nessuno.

E allora perché non sfatare certe credenze che purtroppo ad oggi sono solo dannose, come ad esempio quella relativa al gatto nero, anzi al povero gatto nero, nei secoli vittima innocente di esecuzioni ignoranti e maligne, superstizioni senza nessun costrutto storico che hanno fatto di questo meraviglioso animale il simbolo di una dichiarazione di sfortuna da sempre.

La diceria nasce dal Medioevo quando i nostri amici a quattro zampe erano considerati gli animali di compagnia delle streghe, ma nonostante una tradizione becera abbia sacrificato migliaia e migliaia di gattini oggi anche l’AIDAA l’associazione Italiana a difesa degli Animali ha indetto il Gatto Nero Day per salvaguardare e ripristinare la dignità del nostro amico.

Per quanto riguarda il numero 17 poi partiamo dall’inizio. Come riporta Wikipedia:

L’eptacaidecafobia (dal greco ἑπτακαίδεκα “diciassette” e φόβος phóbos, “paura”) è la paura del numero 17. Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è ritenuto particolarmente sfortunato in Italia e altri paesi di origine greco-latina.”

“Esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente legati alla cultura popolare. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13. Già nella Grecia antica il numero 17 era aborrito dai seguaci di Pitagora in quanto si trovava al centro tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6.

“Nell’Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11).  Viceversa, secondo la Cabbala ebraica, il 17 è un numero propizio, poiché è il risultato della somma del valore numerico delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell’ordine danno la parola tôv ‘buono, bene’.

Insomma i fondamenti storici e popolari se da un lato confermano dall’altro smentiscono. Nel frattempo la superstizione è in definitiva divenuta più una moda che altro, che però in certi ambienti attecchisce ancora.

Ritornando al povero gatto nero, l’iniziativa della giornata dedicata ai felini neri, fissata poi al 17 novembre, nasce in Sicilia, più precisamente a Siracusa ed è una bella idea studiato per dare giustizia, finalmente, ai gatti neri che non portano assolutamente sfiga ma hanno invece  un fascino indiscutibile.

E a Caserta, città dai pochi mezzi ma molti ideali potrebbe sicuramente essere un suggerimento per ispirare una nuova moda. Siamo certi che diventerà più in voga della superstizione stessa.