Ventuno medici casertani con 50 anni di iscrizione all’Ordine di Caserta ricevono pergamena e medaglia

La cerimonia nella sede di via Bramante

Queste le parole della presidente dell’Ordine dei Medici di Caserta Maria Erminia Bottiglieri: «Abbiamo consegnato le medaglie ai medici che hanno compiuto i 50 anni di iscrizione all’Ordine. È sempre un momento di grande emozione rivedere colleghi che testimoniano la loro attività, la passione, la vocazione con cui hanno portato avanti l’attività professionale.

Questo è sicuramente un insegnamento per i più giovani. Ritengo che i neolaureati, coloro che si approcciano adesso alla professione medica, debbano ascoltare le esperienze raccontate, le testimonianze di questi colleghi più anziani perché veramente ne avrebbero un grande vantaggio, potrebbero avere un esempio su come si fa il medico oggi.
Ecco i nomi dei medici premiati:

Rosario Affinita, Pasquale Caputo, Francesco Cipolla, Gennaro De Marco, Giuseppe De Pascale, Pasquale Dell’aversana, Raffaele Di Tommaso, Luciano Iodice, Andrea Masella, Domenico Matarese, Alfonso Megna, Gaetano Merola, Ciro Natale, Mario Immacolato Paternuosto, Enrico Adalberto Ubaldo Posillico, Nicola Santagata, Pasquale Tamborino, Giovanni Tancredi, Andrea Tartaglione, Domenico Turco e Bartolomeo Valentino.

«Quest’anno – ha aggiunto Maria Erminia Bottiglieri – la cerimonia è stata particolarmente numerosa, ventuno i colleghi che hanno ricevuto la medaglia e la pergamena. Tutti molto contenti di rincontrarsi. Molti di loro non si vedevano da tanto tempo e hanno avuto così occasione di ricordare i loro trascorsi. Alcuni addirittura erano colleghi dell’università o avevano lavorato insieme. La cosa toccante e particolare è stata che tutti, praticamente quasi tutti, ci hanno detto che stanno continuando a lavorare dopo cinquant’anni.

E questa è una grande testimonianza da trasmettere ai più giovani perché fa capire che la professione medica non è un lavoro, è una passione che non finirà mai. Una passione che non finisce con l’interruzione dell’attività pubblica o privata ma continua sempre perché è ciò che caratterizza la nostra professione: l’amore per il paziente. E questo hanno sottolineato molti di loro, così come l’importanza di curare sempre il malato e non la malattia, cioè l’attenzione all’umanizzazione, perché purtroppo oggi la spinta verso la tecnologia sta portando ad allontanarsi da quello che era il rapporto medico paziente».

La presidente ha poi concluso: «Ormai sono otto anni che festeggio quest’occasione, ma mi emoziono sempre tanto. Ascoltare questi colleghi un po’ più grandi di me mi riempie il cuore di gioia e mi dà anche una spinta, una motivazione in più a continuare il mio lavoro con la stessa passione e la stessa determinazione che avevo da neolaureata. Spero che questo messaggio possa essere raccolto soprattutto dalle nuove generazioni».