Quando i versi parlano di musica. In compagnia di una poesia di Giuseppe Bonavolontà

Una vita senza musica è come un corpo senz’anima                                                           (Marco Tullio Cicerone)

La nostra redazione è sempre attenta ad informarvi dei vari eventi musicali che si svolgono nella nostra provincia. In un articolo, apparso il primo gennaio, Caserta Web comunicava che il 4 corrente mese, a S. Maria C. V., presso il Convento Santa Maria Delle Grazie, si sarebbe tenuto il Festival dei Giovani Pianisti, organizzato dal Centro Culturale Francescano, presieduto dal Padre Berardo Buonanno.

Essendo stato presente alla manifestazione, ho potuto non solo ascoltare dei bravissimi bambini e giovani cimentarsi con diversi strumenti musicali in varie melodie, ma ho avuto anche il piacere di conoscere Giuseppe Bonavolontà e Laura Bonavolontà, di cui parlerò tra breve.

Bene, per quegli strani casi del destino, discorrendo a fine concerto con loro, ho deplorato il fatto che, con mio immenso rammarico, non riuscivo a trovare nessuna poesia sulla musica. Proprio allora Giuseppe Bonavolontà mi ha confessato che aveva scritto una poesia sull’argomento e sono onorato di presentarla in questa nuova puntata della nostra rubrica. Scopriamo insieme, quindi, chi sono questi professionisti del mondo artistico/musicale.

Il poliedrico artista Giuseppe Bonavolontà e il maestro di musica Laura Bonavolontà: due menti per diverse passioni

Avendo avuto il piacere di discorrere con Giuseppe Bonavolontà, ho scoperto che egli, da giovane, concorse alle famose gare studentesche allo stadio Plinto di S. Maria C.V., classificandosi alle prime posizioni.

Non solo sport ma anche arte… Infatti, partecipa alle mostre del Moas con opere pittoriche e scultoree.

La sua più grande passione, però, dichiara sorridendo, quasi non volesse offendere le altre arti, è il teatro, cui partecipa con due compagnie: il gruppo della Filodrammatica Tifatina di Capua, in qualità di scenografo e di attore, facendo incantare gli spettatori di diversi teatri della nostra provincia grazie a spettacoli tratti dai testi di Scarpetta e De Filippo e quello del Cafè Chantant, con cui ottenne il 2° posto al Carnevale di Capua.

Altro amore è la musica, in quanto è un appassionato chitarrista: riesce, infatti, a formare anche un gruppo musicale amatoriale; come cantautore, invece, si esibisce alla 6° edizione del Festival della Canzone Anfiteatro d’oro di S. Maria C.V. e fu tra i primi coristi del coro Musicamichevolmente di S. Maria C.V.

Infine, come poeta ha aderito egregiamente ai concorsi dell’A.C.L.I di S. Maria C.V.

Laura Bonovalontà, invece, è una pianista di alto livello. Si è laureata in Discipline Musicali II livello, indirizzo cameristico, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino col massimo dei voti e la lode. Da lì la sua partecipazione a concorsi pianistici nazionali ed internazionali, classificandosi nelle prime posizioni.

Si è esibita in varie manifestazioni musicali, progetti d’istituto del Conservatorio, varie cerimonie di premiazione, come quelle dell’ A.C.L.I. di S.M.C.V., in un concerto-spettacolo presso la Facoltà di Ingegneria della SUN di Napoli, in un duo pianistico presso l’istituto paritario “Pegaso” e presso il Museo Campano di Capua, in formazione di quintetto presso il Teatro Garibaldi di S. Maria C. V. Ha collaborato in qualità di pianista accompagnatore con l’Orchestra junior del Conservatorio di Avellino.

Inoltre la laurea in Scienze dell’Educazione con successivo Master in Media Education, lo stage svolto presso l’Istituto per Ricerche ed Attività Educative di Napoli, il diploma del corso Ritmìa-LaScuola di Piacenza, le permette di sperimentare nuove tecniche per avvicinare i bambini alla musica mediante l’approccio ludico e la completa integrazione dei tre linguaggi: musicale, motorio ed artistico. Attualmente è direttore artistico e docente di pianoforte e propedeutica musicale dell’Associazione Musicale Arte&Suono di S. M. C. V.

Anche se sammaritano, non conoscevo questa associazione. Come mi ha spiegato il maestro Laura Bonovalontà:

L’ Associazione Musicale Arte&Suono nasce a S. Maria C. V. nel dicembre 2014. La musica è al centro delle nostre attività come strumento in grado di ampliare ed arricchire la personalità di ciascuno, completandone la formazione globale. Ogni anno organizziamo Rassegne Musicali per promuovere l’ascolto e la pratica musicale e per dare la possibilità ai giovani di potersi esprimere, comunicando le proprie emozioni. È importantissimo dare ai bambini, fin da piccoli, la concreta possibilità di fruire della musica, che è una grande risorsa educativo-formativa, nella convinzione che questa possa contribuire ad uno sviluppo armonioso della persona. Dal canto nostro l’insegnamento ai bambini comporta un grande impegno, grande preparazione e un costante aggiornamento didattico e pedagogico. Concludo citando una frase di Michele Dall’Ongaro “La musica è il più potente strumento per comprendere il mondo. Deve essere di tutti. La musica colta deve entrare nel nostro flusso sonoro, deve far parte del nostro paesaggio uditivo.”

 

‘A musica: ‘A voc’e Ddio di Giuseppe Bonavolontà

Questa poesia, che mi è stata gentilmente inviata da Giuseppe Bonavolontà, scritta il 20 Dicembre del 2015, ha come tema la musica che viene metaforizzata come voce divina.

 

‘A musica: ‘A voc’e Ddio

‘A voce e’ Ddio
sta dint’ ò mare…
dint’ à terra…dint’à luce…
dint’ à tutt’e ccose criate.
‘A voce e Ddio
stà dint’è ccose ca faje
a siente quanne non t’aspiette
…c’è vò curagge…tanta umirtà…
pè turnà criatura senza malignità,
eppure mo’… dint’à ‘sti suone,
dint’à sti vocie…’a siente..
ca trase chianu chianu
dint’allanima e te dà pace.
Suonate….cantate.
Suonate…cantate cchiù forte
faciteve sentì…facitele sentì
c’à voce e’ Ddio stà pure ccà!
Pirciò arape ‘stu core
e fall’à trasì!

Proprio la musica, quindi, è il tema centrale del componimento. Il connubio tra essa e la presenza divina è un topos molto antico. Basti pensare che già durante i riti antichi, che noi oggi definiremmo pagani, l’adorazione alla divinità era accompagnata dalla ritmicità. In seguito, anche il Cristianesimo, nei secoli, non ha mai tralasciato l’arte dei suoni per inneggiare a Cristo o alla Pace.                                       

Ecco allora che, per il poeta, la musica, secondo un procedimento di reminiscenze bibliche, viene percepita ovunque, nella natura circostante, nel mare, nella terra, nella luce e nelle Sue creazioni. Eppure, forse, l’atto più importante che essa compie, secondo il Buonavolontà, è di entrare nelle nostre anime, durante le azioni quotidiane ma anche nei momenti difficili: ha una funzione rieducativa, in quanto ci invoca a ritornare quello spirito innocente, puro, immacolato, senza malignità ed umile, che è lo specchio della creatura creata agli albori da Dio; solo la melodia, quindi, riesce ad infonderci quella pace che si espande in noi per darci quell’armonia di cui abbiamo bisogno. Dio si fa sentire, quindi, anche attraverso la musica e non dobbiamo temere di aprire il cuore e farla entrare in noi.