Via Crucis, il film: un’opera d’arte completa e coinvolgente. Valori tra storia, cultura e spiritualità

Via Crucis, il film, un'opera d'arte completa e coinvolgente
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Nell’Auditorium di via Ceccano a Caserta, si è svolta la proiezione cinematografica di “Via Crucis, il film” nell’ambito del progetto “Rosso Vanvitelliano” a cura della Compagnia Teatrale “Fabbrica Wojtyla”.

Via Crucis – il Film“, nel nome di Francesco è un’opera cinematografica di grande rilevanza, prodotta dalla FW Produzioni S.r.l. in collaborazione con Ali della Mente, e rappresenta la prima produzione realizzata nel nome di Papa Francesco.

Questo film è stato concepito e creato in occasione del convegno cinematografico “Il Cinema nel Sacro“, con il prezioso contributo della Film Commission Regione Campania.

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La produzione di “Via Crucis – il Film” è stata resa possibile grazie alla ricerca accurata e all’attenzione per i dettagli. Il film è stato realizzato con grande professionalità e dedizione, al fine di offrire al pubblico un’opera di qualità superiore, creando un’esperienza cinematografica unica, in grado di suscitare emozioni profonde e di stimolare il pubblico a riflettere sui temi trattati.

I giovani attori di Compagnia della Città – Fabbrica Wojtyla, definiti da Papa Francesco “promotori di fraternità”, hanno dimostrato grande abilità nel riprodurre in versione audiovisiva l’opera teatrale di Patrizio Ranieri Ciu, rivolgendosi a un pubblico attento e trattando temi etici e spirituali universali, radicati nella tradizione classica e interpretati alla luce della cristianità.

Via Crucis – Il Film

Il film, scritto e diretto da Patrizio Ranieri Ciu e ispirato alle stazioni della Via Crucis di Gesù, narra gli ultimi istanti della sua vita attraverso immagini suggestive. Utilizzando dei brevi intermezzi filosofici chiamati “solitari“, si mettono in scena le riflessioni sulla rivoluzione culturale del Cristianesimo, in una chiave di lettura originale e profondamente suggestiva.

I personaggi, interpretati dagli attori della Associazione Teatrale “Fabbrica Wojtyla”, tra cui spicca Ivan Santinelli nel ruolo di Gesù Cristo, sono ripresi in primi piani significativi, con una luce ed una prospettiva che penetrano nell’animo dello spettatore, inducendolo a una sincera introspezione.

Ogni stazione ha un titolo che invita alla riflessione e all’impegno nel realizzare il suo contenuto, mentre il racconto si sviluppa in modo fluido. Per rendere il messaggio ancora più pregnante, la location scelta è stata il suggestivo Borgo medioevale di Casertavecchia, con la sua torre, il campanile e il Duomo, ricco di storia e bellezza. Questo austero e silenzioso sfondo si presta perfettamente alla rievocazione della storia di Gesù, mentre i costumi e i dialoghi riproducono fedelmente gli eventi che precedettero la Crocifissione.

La scelta delle musiche e dei dipinti che accompagnano la proiezione rende il film un’opera d’arte completa e coinvolgente. L’uso di dipinti e sonorità del passato, perfettamente combinati, crea un’opera sublime.

Immagini, musiche e riflessioni sapientemente amalgamate

La scelta di utilizzare il bianco e nero e il colore in alcune scene significative costituisce un importante linguaggio visivo per evidenziare il messaggio cristiano, soprattutto in un periodo storico così difficile come quello che stiamo vivendo.

Le note dell'”Ave Verum” di Mozart, del “Dies Irae” di Mozart, dell'”Ave Maria” di Mascagni, della “Toccata e fuga” di Bach e della splendida “Passione secondo San Matteo” di Bach (tra i brani selezionati per le scene) aprono occhi ed orecchie verso il cuore.

L’integrazione del racconto con immagini di guerra attuali, dall’Ucraina a Israele, dagli affondamenti dei barconi alle varie stragi e uccisioni perpetrate nel mondo, offre spunti di riflessione profonda. Queste immagini suscitano rabbia per la mancata pace, tanto ambita, e dolore per la difficoltà di invertire il corso catastrofico del potere che prevale su tutto.

In ultima analisi, la risurrezione che Gesù ha donato al mondo per salvarlo è quella che ognuno di noi deve affrontare dentro di sé per diventare migliori e cambiare la propria vita, anche se solo a piccoli passi ma con grande convinzione.

Patrizio Ranieri Ciu

Patrizio Ranieri Ciu, una figura poliedrica nel panorama artistico italiano, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della scrittura, del teatro e della musica. Laureatosi in Giurisprudenza, ha intrapreso una carriera eccezionale che lo ha portato a essere consigliere diplomatico e membro onorario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per le attività umanitarie e a favore dei giovani nei Balcani.

Patrizio Ranieri CiuMa la sua passione per l’arte e la cultura lo ha spinto a dedicarsi anche alla letteratura, alla composizione musicale e alla regia teatrale. Come scrittore, ha creato opere di grande impatto, come “Anonimo Napoletano”, che è stato presentato con successo al prestigioso Festival internazionale di Edimburgo.

La sua abilità nel coniugare la parola scritta con la drammaturgia gli ha permesso di portare sul palcoscenico storie che hanno toccato il cuore del pubblico.

La sua passione per la musica lo ha portato a collaborare con l’Orchestra Scarlatti per la realizzazione di “Passion Play”, un’opera che ha saputo unire la potenza delle note musicali con l’intensità delle emozioni. Ma è con “Lolek, un papa un uomo” che Ciu ha raggiunto il suo apice artistico. Quest’opera, incentrata sulla figura di Karol Wojtyla, ha suscitato grande interesse e ha portato l’autore a curare il viaggio in Albania del Santo Padre nel 1995.

Una figura poliedrica

Ma Ciu non si è limitato solo alla scrittura e alla regia teatrale. Ha anche collaborato con il filosofo Umberto Galimberti per la realizzazione di “Chronos: Ora X”, un’opera che ha affrontato tematiche profonde e complesse legate al tempo e all’esistenza umana.

La sua carriera nel mondo teatrale è stata altrettanto brillante. Ha diretto il Teatro Garibaldi di S. M. C. V. e ha portato avanti con successo il progetto europeo “Tradizione & Traduzione” al Teatro Comunale di Caserta. Dal 2003, ricopre il ruolo di direttore artistico del Teatro stabile Fabbrica Wojtyla, un importante punto di riferimento per gli amanti del teatro.

Patrizio Ranieri Ciu è un autentico talento italiano, un artista eclettico che con la sua opera ha saputo lasciare un’impronta indelebile nel panorama culturale. La sua passione per l’arte e la sua dedizione nel portare avanti progetti di grande valore umanitario lo rendono una figura di spicco nella società contemporanea.

La Compagnia della Città

La Compagnia della Città, braccio operativo della visione ideale di Fabbrica Wojtyla, rappresenta un teatro etico e “della parola” che ha sempre svolto la sua funzione sociale in sinergia e con il sostegno di Enti Istituzioni pubbliche. Grazie a questo impegno, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui quello ricevuto da Papa Francesco come “promotori di fraternità” e quello conferito dalla senatrice Liliana Segre come “sentinelle itineranti della memoria”.

La storia di questa compagnia è un esempio straordinario di dedizione e passione per l’arte e la cultura, ma anche di impegno sociale. Fondata da un gruppo di artisti guidati dalla visione di Fabbrica Wojtyla, la compagnia ha sempre avuto come obiettivo quello di utilizzare il teatro come strumento per promuovere valori etici e sociali.

Attraverso le loro performance, la Compagnia della Città è riuscita a coinvolgere il pubblico in tematiche importanti come la fratellanza, la solidarietà e il rispetto reciproco. I loro spettacoli non sono solo momenti di intrattenimento, ma vere e proprie esperienze che toccano le corde più profonde dell’animo umano.

I riconoscimenti

Grazie al sostegno di Enti Istituzioni pubbliche, la compagnia ha potuto ampliare la sua portata, raggiungendo diverse comunità e coinvolgendo persone di ogni età e provenienza. I riconoscimenti ricevuti, come quello da Papa Francesco e dalla senatrice Liliana Segre, hanno confermato l’importanza del loro lavoro e li hanno spinti a continuare a diffondere il loro messaggio di fraternità e memoria.

La Compagnia della Città non si limita solo alle performance teatrali, ma organizza anche workshop e laboratori per coinvolgere attivamente il pubblico. Attraverso queste attività, cercano di stimolare la riflessione e di promuovere un dialogo aperto su tematiche sociali e storiche.

Grazie all’impegno costante e alla passione dei suoi membri, la Compagnia della Città continua a crescere e ad avere un impatto positivo sulla società. Il loro lavoro è un esempio di come l’arte possa essere utilizzata come strumento per il cambiamento sociale e per la promozione di valori universali.

La storia della Compagnia della Città è una testimonianza di quanto sia importante sostenere e valorizzare l’arte e la cultura, non solo per il loro intrinseco valore estetico, ma anche per il loro potenziale di trasformazione e di arricchimento della società.