Via Ferrante e via Mazzini, i locali si dissociano dalla malamovida e chiedono regole uguali per tutta Caserta

Via Ferrante e via Mazzini, i locali si dissociano dalla malamovida e chiedono regole uguali per tutta Caserta
Via Ferrante
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I gestori dei locali del centro storico rivendicano il rispetto delle ordinanze e chiedono videosorveglianza

Chiedono l’installazione di sistemi di videosorveglianza, rivendicano di non avere nulla a che fare con la movida selvaggia e contestano una narrazione che li indica come epicentro della malamovida. Sono i gestori dei locali di via Ferrante e via Mazzini, nel centro storico di Caserta, che con il sostegno di Confcommercio Caserta intervengono dopo l’ordinanza della Commissione straordinaria sul divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche dalle ore 23 alle 6, in vigore dal 15 luglio al 15 settembre 2026 nelle principali strade della movida cittadina.

Gli esercenti sottolineano di aver adeguato le proprie attività alle disposizioni comunali, sia sugli orari di chiusura sia sui divieti di asporto. «Stiamo facendo gruppo, avvalendoci del sostegno di Confcommercio Caserta, per sensibilizzare tutti al rispetto delle regole – fa notare Maurizio Di Nardo, titolare di “Radicali Liberi” – abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni e con il comitato dei residenti e sfido chiunque a dire che in questa strada non vengano osservate alla lettera le ordinanze comunali, anche quelle più restrittive.

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Non solo quindi quella che prevede la chiusura dei locali alle due di notte ma anche quella relativa al divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche a partire dalle ore 23».

Secondo i gestori, la situazione in via Ferrante è cambiata rispetto alle stagioni precedenti: «Non ci sono più gli schiamazzi notturni e tanti locali si sono dotati, a proprie spese, di un servizio di vigilanza per garantire la sicurezza del personale e dei clienti. Alla luce di tutto ciò chiediamo soltanto che si metta fine ad una campagna denigratoria che continua a indicare questa strada come luogo di caos. Così non si fa altro che penalizzare le attività commerciali che cercano di svolgere il proprio lavoro con senso di responsabilità», aggiunge Di Nardo.

Sul fronte dei controlli, gli operatori respingono l’idea di una zona lasciata senza presidio. «Si continua a dire che non ci sono controlli in via Ferrante ma non è vero – sottolinea Davide Palmiero, titolare del “Sunshine” – i controlli sono continui e nell’ultimo periodo sono stati anche intensificati.

Almeno in questa strada. Bene farebbero le istituzioni a monitorare anche altre strade della città dove probabilmente non c’è la stessa attenzione mediatica. Sappiamo dai nostri clienti infatti che ci sono locali in altre zone di Caserta che chiudono ben oltre le due e questo sta comportando per noi una riduzione dei flussi e una perdita di incassi».

I gestori richiamano anche il proprio ruolo di contribuenti del Comune e contestano quella che definiscono una lettura pregiudiziale del centro storico. «È assurdo che si continui a parlare del centro storico per partito preso e senza che ci siano evidenze di ciò che si dichiara – rincara Alfonso Ciaramella, titolare del Bar Mazzini – rivendichiamo con forza questa nuova stagione che ci vede molto uniti come categoria e continueremo a farci portavoce del rispetto delle regole come abbiamo sempre fatto».

Gli esercenti restano in attesa di un confronto con i commissari straordinari del Comune di Caserta, ai quali hanno chiesto di essere convocati per discutere in particolare dell’ordinanza sul divieto di vendita per asporto delle bevande alcoliche, ritenuta fortemente penalizzante per la categoria.

La richiesta condivisa è che le misure di sicurezza e i controlli vengano applicati in modo uniforme su tutte le aree della movida cittadina, comprese le altre strade del centro storico indicate nell’ordinanza, dove si concentrano i flussi serali e notturni.