Viaggio nei luoghi simbolo della vita di Massimo Troisi

Massimo Troisi

Quando si dice che l’arte è immortale non possiamo non pensare all’indimenticabile Massimo Troisi: infatti nonostante siano trascorsi tanti anni dalla sua dipartita, oggi nel giorno del suo compleanno (avrebbe compiuto 68 anni), in tanti ricordano l’uomo e l’artista che è stato.

Anche noi vogliamo rendergli omaggio ma non stilando un necrologio, piuttosto facendo un viaggio nei luoghi simbolo della sua breve ma intensa vita.

Nel film Scusate il ritardo”, celebri sono le scale in cui Lello Arena gli raccontava le sue pene d’amore: si tratta delle scale site in via Mariconda nel quartiere di Napoli a Chiaia, che nel gennaio 2016 hanno ricevuto la targa dedicata a Massimo Troisi.

Altro celebre film girato principalmente a Napoli è “Pensavo fosse amore…invece era un calesse”: qui tra le location prescelte ritroviamo Borgo Marinari, vicino al celebre Castel dell’Ovo.

L’ultimo suo capolavoro cinematografico “Il postino” è stato girato tra Procida (piccola isola del Golfo di Napoli) e Salina (nelle isole Eolie): siamo certi che se fosse ancora in vita, avrebbe gioito della proclamazione di Procida come Capitale italiana della cultura 2022 e proprio per quell’occasione potrete visitare i quattro luoghi simbolo del film, ossia Marina Corricella, la spiaggia di Pozzo Vecchio (detta proprio la “spiaggia del Postino”), la locanda del postino e le colline isolane.

A Salina invece sono state girate tutte le scene in cui egli pedala per i monti e che sono sfondo di un paesaggio fatto di natura incontaminata e mare cristallino: un tratto della banchina del porto di Santa Marina di Salina è stato chiamato “Passeggiata Massimo Troisi” e ivi è conservata la ormai famosa bicicletta del film.

Infine, ricordiamo la sua città natale, San Giorgio a Cremano in cui è stata allestita presso Villa Bruno la “casa di Massimo Troisi” chiamata così sia perché due stanze sono arredate con i mobili e gli oggetti (oltre a foto, locandine etc.) della sua casa di Roma, sia perché non è intesa come museo ma come luogo in cui continua a vivere attraverso i ricordi.

“Tanti auguri Massimo, fai sorridere anche il Paradiso lassù”…