VIII congresso provinciale, la Cgil Caserta inaugura il nuovo anno con l’assise del 9 e 10 gennaio

La Segretaria Sonia Oliviero
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La stagione congressuale comincia con l’VIII Congresso provinciale della Cgil Caserta che si terrà presso il Belvedere di San Leucio il prossimo 9 e 10 gennaio 2023 a partire dalle ore 9.00.

Tema del congresso: “Il Lavoro crea Futuro. Pace, lavoro, giustizia sociale, ambiente, legalità, uguale futuro”.

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Inizia così il 2023 per la Cgil Caserta, dopo le assemblee territoriali tenutesi lo scorso dicembre ad Aversa, Casal di Principe, Capua, Mondragone e Marcianise e la mobilitazione del 16 dello stesso mese contro la manovra del governo.

La segretaria Generale Sonia Oliviero ha presentato le proposte dell’organizzazione per una riforma realmente vicina alle esigenze dei lavoratori e dei pensionati e una riforma del lavoro che sia realmente tale

«Manovra sbagliata, la Cgil con il tema della sua mobilitazione va dritta al problema – ha sottolineato il segretario generale dell’organizzazione Sonia Oliviero – il governo ha messo a punto una manovra distante da quelle che sono le esigenze reali del mondo del lavoro, del precariato non proteggendo le fasce deboli ed economicamente svantaggiate. La nostra organizzazione chiede un aumento dei salari da realizzarsi attraverso la detassazione degli aumenti dei contratti nazionali.

Portando al 5% la decontribuzione dei salari fino a 35mila euro, si recupera almeno una mensilità. E’ necessario eliminare le forme di lavoro precario attraverso un contratto di inserimento con contenuto formativo. Serve una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività. E’ fondamentale rivalutare le pensioni, insomma bisogna realizzare una manovra pensata per i lavoratori.

La Cgil ha proposte concrete e realizzabili: le porteremo in piazza per far sentire la voce del mondo del lavoro, quello vero! L’attacco alla povertà fatto dal governo ci preoccupa molto. Le misure che porteranno alla cancellazione del reddito di cittadinanza non contemplano alcuno strumento di protezione sociale per chi è in difficoltà.

Qui, dove la crisi industriale e una sanità che non va incontro ai bisogni delle fasce più deboli, si avranno forti contraccolpi. Il Mezzogiorno è totalmente fuori da questa manovra. Le assemblee sono aperte anche alle istituzioni che dovrebbero fare la propria parte, perché si ritroveranno a dover intervenire e porre in essere questa manovra, senza la possibilità di andare incontro ai reali bisogni, perché cresceranno e si acuiranno le disuguaglianze».