Dopo la petizione da oltre 1000 firme e i cantieri a singhiozzo, il cronoprogramma è scaduto. L’assemblea dei cittadini lancia l’allarme: “Spazio vitale per bambini, anziani e commercio, va riaperta subito”
CASERTA. Un’assemblea partecipata, tanta rabbia ma anche la voglia di non mollare. Venerdì 10 aprile, il Comitato per Villa Giaquinto aveva convocato un meeting straordinario con i cittadini, gli abitanti e i volontari che da un decennio frequentano e animano lo storico polmone verde della città.
Il motivo è chiaro e urgente: il 2 aprile è scaduto il cronoprogramma originale dei lavori finanziati dal PNRR per il recupero della villa. Un intervento atteso per anni, finalmente partito, ma che ora rischia di trasformarsi in un caso di cronaca amministrativa.
Lavori a singhiozzo: l’incubo della primavera
Dopo la petizione dello scorso ottobre – che aveva raccolto oltre mille firme e spinto il Comune a dare il via ai cantieri – l’entusiasmo iniziale si è scontrato con una realtà fatta di stop e ripartenze. “I lavori procedono a singhiozzo”, denunciano dal comitato. E il prezzo lo paga l’intera comunità.
Con l’arrivo della primavera, la chiusura di Villa Giaquinto significa:
Addio agli spazi gioco per i bambini, con conseguenze pesanti per i genitori.
Nessuna area di aggregazione per i giovani e ritrovo per gli anziani.
Un duro colpo per il commercio di zona e per le attività culturali della città.
“Non è solo un cantiere – spiegano i rappresentanti del comitato – è la vita quotidiana di migliaia di persone che viene sospesa”.
La decisione dell’assemblea: un incontro in Commissione
Al termine della riunione di venerdì, la comunità ha preso una decisione netta: chiedere un incontro urgente alla Commissione straordinaria (l’organo che segue l’evoluzione dei lavori finanziati con i fondi europei). L’obiettivo è ottenere un nuovo cronoprogramma chiaro, vincolante e rispettato.
“Villa Giaquinto è troppo importante per questa città – si legge nella nota diffusa dopo l’assemblea –. È uno spazio vitale per tantissime persone. Chiediamo solo di sapere quando potremo rientrarne in possesso, e che i tempi siano rapidi”.
Cosa succede ora?
La palla passa ora alla Commissione straordinaria e al Comune. Il rischio, se non si sbloccherà l’impasse, è che i fondi del PNRR (legati a scadenze precise) possano essere revocati o ridotti. Un paradosso, dopo anni di battaglie per ottenere quei soldi.
Il comitato annuncia già mobilitazione: “Non ci fermeremo. La primavera è appena iniziata e senza Villa Giaquinto questa città è più povera”.








































