Vincent Van Gogh al cinema a Caserta, un capolavoro da non perdere

Il Big Maxicinema di Marcianise da stasera proietta il film evento Van Gogh. Sulla soglie dell’eternità, continuando la sua missione di divulgazione di docufilm e pellicole che hanno per tema i grandi artisti.

Ricordiamo, brevemente, infatti, come già l’anno scorso aveva promosso l’iniziativa della rassegna La Grande Arte al Cinema, nella quale, a scadenza mensile, venivano proiettati docufilm su Salvator Dalì (nato a Figueres l’ 11 maggio 1904 e morto a Figueres il 23 gennaio 1989), Gustav Klimt (Baumgarten, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918), Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) ed altri.

Con grande successo è stato accolto anche il film Michelangelo scultore e pittore italiano, (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564), regia di Emanuele Imbucci. In questi giorni, invece, possiamo goderci la vita e le opere di Vincent van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890), tormentato genio dell’arte del periodo impressionista.

 

Vincent van Gogh

Grandi tragedie e delusioni, infatti costellarono la vita del pittore olandese. Innanzitutto il dramma familiare: i genitori ebbero un primo bambino, nato morto, che vollero far rivivere in Vincent, venuto alla luce l’anno dopo. Gli diedero lo stesso nome e lo condizionarono psicologicamente in quanto, sin da piccolo, gli fecero capire che in lui viveva il fratellino morto. Il tormento affettivo, in quanto, fu respinto dalla donna di cui era innamorato, Eugenie Loyer, poichè già fidanzata. Le crisi isteriche, di cui era soggetto, che lo portarono al violento litigio con l’amico e pittore Paul Gauguin (/pɔl go’gɛ̃/; Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903) ed alla mutilazione del suo orecchio.

L’ossessione religiosa, causa del suo deterioramento psichico. I gravi postumi di malattie veneree, contratte dai suoi incontri con prostitute, dettati più da un bisogno di affetto che di ricerca del sesso. In tutto questo susseguirsi di eventi, una figura centrale per lui fu il fratello Theo, che lo accompagnò per sempre nel suo lungo percorso di vita e di pittura. Proprio quest’arte, infatti, permetterà a Van Ghog di vivere: prima sotto l’influenza dell’Impressionismo, in seguito inserendo nella sua pittura elementi nipponici ed infine l’autonomia e maturità pittorica con il soggiorno ad Arles.

La sua bravura viene accolta e premiata con l’esposizione delle sue opere al Salon des Indépendants ed in altre mostre. Tra i suoi capolavori ricordiamo il famoso Autoritratto (fig. 1), dipinto a Parigi nella primavera del 1887, olio su cartone, conservato al The Art Institute of Chicago, I Girasoli, dipinti tra il 1888-1889, olio su tela e la Notte Stellata, del 1889, olio su tela, al Museum of Modern Art di New York ma anche meno famosi come le tavole giapponesi, tra le quali Il susino in fiore, del 1887, olio su tela, Van Gogh Museum, Amsterdam.

Il film

Il film è stato premiato con la Coppa Volpi, grazie alla bravura del miglior attore alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia (fig. 3). La regia è di Julian Schnabel (New York, 26 ottobre 1951), famoso per il premiato Lo scafandro e la farfalla del 2007; l’attore principale William James “Willem” Dafoe (Appleton, 22 luglio 1955), apparso in molti capolavori cinematografici. Il film sarà proiettato oggi, domani e domenica, in tre spettacoli, alle 18:00, alle 20:30 ed alle 23:00. Buona visione!