Un modello operativo che punta sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione per abbattere la recidiva. La Questura di Caserta fa segnare un primato nazionale negli ammonimenti.
Un impegno rinnovato e rafforzato per spezzare il ciclo della violenza, lavorando non solo sulla tutela delle vittime ma anche sul recupero consapevole dei carnefici. Ieri mattina, presso la sede del C.A.M. di Caserta, il Questore Andrea Grassi ha firmato il rinnovo del Protocollo d’intesa tra la Questura di Caserta e il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (C.A.M.), un accordo cruciale nella lotta alla violenza di genere.
L’intesa consolida un modello operativo ormai rodato, basato sulla sinergia tra forze dell’ordine e servizi territoriali specializzati. L’obiettivo è duplice: da un lato, prevenire la reiterazione di reati come maltrattamenti in famiglia e atti persecutori; dall’altro, promuovere un autentico cambiamento nei soggetti autori di violenza, attraverso programmi di trattamento strutturati.
Il metodo Zeus e la prevenzione su misura
Il nuovo protocollo si inserisce perfettamente nella filosofia del cosiddetto “Protocollo Zeus”, un approccio che ha già dimostrato la sua efficacia. Si tratta di un meccanismo che si attiva in particolare a seguito dell’emissione di un ammonimento del Questore: l’uomo viene invitato a intraprendere un percorso di recupero presso il CAM, trasformando un provvedimento di polizia in un’opportunità di rieducazione e responsabilizzazione.
Questo strumento si è rivelato fondamentale per abbattere il tasso di recidiva, rappresentando un tassello innovativo nelle strategie di prevenzione. Non solo repressione, dunque, ma un vero e proprio accompagnamento verso la consapevolezza, a beneficio della sicurezza collettiva e della tutela delle vittime.
I numeri della svolta: Caserta è primatista nazionale
L’efficacia di questa strategia è certificata dai numeri. L’attività della Questura di Caserta nel contrasto alla violenza di genere ha subito un’accelerazione significativa nel corso del 2025.
Nel dettaglio, si registra un notevole incremento delle misure di prevenzione, con il superamento della soglia dei centotrenta ammonimenti emessi dal Questore. Un dato che, da solo, testimonia l’attenzione e la capillarità dell’azione di monitoraggio sul territorio.
Ma il risultato più eclatante riguarda la fase successiva all’emissione del provvedimento. La Prefettura, grazie al lavoro sinergico con il CAM, ha raggiunto un vero e proprio primato nazionale nella prevenzione della recidiva. La percentuale di soggetti destinatari degli ammonimenti che, dopo aver intrapreso il percorso, sono tornati a commettere violenze, è la più bassa d’Italia.
Un modello, quello casertano, che si candida ora a diventare un punto di riferimento a livello nazionale per l’approccio integrato al fenomeno della violenza di genere, dimostrando che investire nella prevenzione e nel recupero produce risultati concreti e duraturi per l’intera comunità.








































