Violenza sugli animali: abbiamo chiesto ai casertani cosa ne pensano

“Puoi conoscere il cuore di un uomo già da come tratta un animale” (Immanuel Kant)

La violenza sugli animali, si sa, è una piaga. Eppure sembra strano che essa possa esistere, considerando che, molto spesso, “una bestia” ha molta più dignità di un uomo.
A proposito di questo annoso problema, abbiamo deciso di chiedere ad alcuni cittadini casertani cosa ne pensano e cosa farebbero se dovessero trovarsi ad assistere ad un episodio del genere. “Interverrei personalmente, ma non chiamerei chi di dovere, sarebbe inutile o, quantomeno, molto meno efficace”.

Parere analogo quello rilasciatoci da un’altra cittadina: “Dovessi assistere ad una cosa simile cercherei di farmi sentire, ma esiterei a chiamare le autorità. Perché? Arriverebbero in ritardo, nel migliore dei casi, oppure non si presenterebbero affatto”.

Quello che, dunque, traspare dalle testimonianze che abbiamo ottenuto sono due cose: da una parte, l’ammirevole coraggio con cui il cittadino casertano non lascerebbe impunito un atto così grave, dall’altra, la diffidenza da parte della gente nei confronti delle autorità, ritenute inadeguate.

Ma come mai una tale sfiducia da parte dei cittadini verso chi di dovere? Qual è stata la politica adottata dal Comune di Caserta, in materia di animali, negli ultimi anni?

Nel 2016 la giunta comunale ha approvato la proposta di “Regolamento Comunale per la tutela del benessere degli animali e la loro equilibrata convivenza con i cittadini” , finalizzata a migliorare il rapporto di convivenza fra uomo ed animale, tutelando gli ecosistemi in modo da raggiungere il tanto agognato equilibrio che, però, sembrerebbe non si sia ancora raggiunto.

Nel 2018, invece, è stata approvata l’idea di costruire un’oasi felina, nei pressi del canile municipale. Sembra che le iniziative dall’alto non siano mancate, eppure ci deve essere un problema di fondo.

Quello che lamentano i cittadini è, anzitutto, la mancanza di una sede dell’ENPA (Ente nazionale protezione animali), il che sembra strano, considerando che Caserta è un capoluogo di provincia. In secondo luogo, anche se ne abbiamo già parlato, si riscontra nel casertano una sostanziale diffidenza nei confronti dell’autorità: spesso preferirebbe fare “da solo”, piuttosto che rivolgersi a chi di dovere.

Quanto aggrava quest’ultima situazione è l’atteggiamento di alcuni cittadini i quali in determinate circostanze non solo non intervengono, ma addirittura canzonano chi si prende la briga di farlo; a proposito di ciò, ecco cosa ci dice una cittadina: “Mi ero adirata per una macchina parcheggiata male, e, pur avendo palesemente ragione, ho finito per prendermi della pazza”.

Il problema è a monte: il cittadino casertano o fa da solo, o non agisce affatto, perché scoraggiato dalla totale indifferenza delle autorità, che non intervengono se non in casi gravi, e da alcuni concittadini che finirebbero per apostrofarlo come “fesso”.
La felicità di una città dipende dalla concordia tra i cittadini e i governanti; finché essa non ci sarà, i problemi rimarranno irrisolti in qualsiasi ambito, sia quello dell’automobile parcheggiata male che quello della protezione degli animali.