“Viva l’ Italia, l’Italia liberata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore”

Sergio Mattarella 25 aprile
SANCARLO50-700
SANCARLO50-700
previous arrow
next arrow

L’immagine del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da solo davanti all’altare della Patria, è esemplificativa di una festa della Liberazione anomala e alquanto triste. Il ricordo di questa pagina decisiva della nostra storia è affidato al discorso del Presidente e al passaggio, nel cielo di una Roma deserta, della Frecce tricolori dell’Aeronautica militare, emblema di coesione e di unità nazionale anche in questo momento storico cruciale.

Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica“.

glp-auto-336x280
lisandro

Nelle parole del Presidente il richiamo al senso di responsabilità collettiva  e  ai valori della solidarietà sociale indispensabili per superare l’emergenza. Eppure, anche in modalità lockdown, gli italiani non hanno rinunciato a festeggiare la Liberazione e, su proposta dell’ANPI, si sono affacciati alle ore 15.00 ai balconi delle loro case per intonare insieme il canto della libertà. Un flashmob che, veicolato dai social, ha attraversato l’Italia da nord a sud in nome degli ideali di fratellanza, uguaglianza e libertà che resistono anche al coronavirus.

I casertani non hanno fatto mancare il loro apporto. I balconi sono diventati piazze virtuali, animati dai giovani che con chitarre, flauti o semplicemente con la propria voce hanno accompagnato il canto che rappresenta l’Italia nel mondo, anelito a quella libertà nata dal sogno di chi, allora come oggi, non si è arreso, e che mai come in questo periodo sembra mancarci, perché, come afferma Pietro Calamandrei nel suo Discorso sulla Costituzione, “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai.”